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La sfida di Valeria e la montagna dei sogni infranti
«In vetta dovevo salire con il mio Paolo»

La sfida di Valeria e la montagna dei sogni infranti «In vetta dovevo salire con il mio Paolo»
3 Minuti di Lettura
Venerdì 3 Giugno 2022, 07:28

TERNI «Dopo l’incidente sono stata costretta a fermarmi. Sapevo che la montagna rischiava di restare un miraggio eppure non riuscivo a cacciar via dalla testa il mio sogno. Quello di salire sul monte Sibilla, la vetta che con Paolo avremmo dovuto raggiungere il primo agosto, due giorni dopo l’incidente. Non so descrivere la gioia che ho provato quando quel sogno si è avverato. Ora so che può diventare realtà per tanti altri». 
Il sorriso disarmante e la determinazione di Valeria Masala, 55 anni, sarda ma ternana d’adozione, hanno avuto la meglio sulle pesanti menomazioni con cui è costretta a convivere da quasi tre anni. Nell’incidente in moto del 30 luglio 2019, costato la vita al compagno Paolo, Valeria ha perso una gamba e un braccio ma non la forza di continuare a sorridere alla vita e alle sue grandi passioni. A partire da quella per il trekking. Stavolta però da scalare non c’era solo la montagna e lei lo sapeva bene. Impegno, passione e una serie di belle coincidenze hanno fatto nascere l’associazione “Vera, un’idea di cammino”, l’associazione che dona escursioni inclusive in montagna a chi convive con la disabilità. Vera nasce mettendo insieme le iniziali dei nomi di Valeria, Elisa, Rodolfo e Alessandro. Quattro persone che non si conoscevano e che si sono incontrate per caso grazie al gruppo facebook degli amanti dei Sibillini. «Sognavo ancora di salire sulla Sibilla, nonostante le protesi, nonostante tutto. Guardavo le foto e continuavo a sperare. Un giorno sul gruppo chiesi se qualcuno fosse disposto ad accompagnarmi con la joelette - racconta Valeria. Gli scambi di messaggi con Elisa Marra, appassionata di trekking che si è messa subito all’opera per esaudire quel sogno, Rodolfo Nasini, guida escursionistica, che ha trovato subito una joelette e Alessandro Bianchi, appassionato di montagna ed operatore joelette, hanno fatto il resto». E’ il 18 settembre 2021 quando Valeria e una quarantina di amici si ritrovano ai piedi del monte Sibilla per un’impresa che sembrava impossibile. E che invece quel giorno è diventata realtà. «Una gioia indescrivibile» la descrive Valeria. «Quel giorno parlammo del desiderio di tutti noi di poter rendere accessibile la montagna grazie alla joelette e a persone dal grande cuore. E’ vero, dissi ai miei amici, che non potrò mai più aiutare nessuno fisicamente parlando, ma la mia faccia posso metterla. E il mio sogno può diventare il sogno di tutti». 
Mesi di lavoro e passione hanno portato alla nascita dell’associazione “Vera”, che domani mattina si appresta a vivere la sua escursione inaugurale. Sarà una passeggiata di dodici chilometri tra la natura dei monti Sibillini, gratuita e aperta a tutti, da Pieve Torina fino a Monte Cavallo. Una trentina le persone che con Valeria, l’unica ternana insieme a un gruppo di marchigiani, si sono date appuntamento. Ma potrebbero essere molte di più. «Ci hanno chiesto di partecipare alcune persone con disabilità ma abbiamo solo una joelette che ci presta un rifugio dei Sibillini e purtroppo siamo stati costretti a dire di no» aggiunge Valeria. Che ora vuole mettersi in gioco, forte della consapevolezza che volere è potere, perché più persone possibile possano godere delle meraviglie della montagna senza confini e senza barriere. «Con Vera vorremmo creare una rete di volontari, fare corsi di formazione per poter usare la joelette. L’idea è quella di contagiare tutti in questo progetto, che punta a promuovere l’accessibilità non solo in montagna ma in tutti i luoghi impervi». 
La neonata associazione guidata da Valeria Masala conta molto sul buon cuore della gente. La speranza è di raccogliere i fondi necessari per acquistare una joelette. «Crediamo profondamente nelle diversità insite in ogni individuo, nell’inclusione - dice. Crediamo che ogni persona possa permettersi di desiderare e toccare un luogo e non solo sperare guardandolo in foto».
 

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