Terni, vaccinazioni ai caregiver ma non si sa chi sono: boom di dosi ai ventenni
Donzelli (Ordine dei medici): «Stravolti i criteri indicati dal governo»

Terni, vaccinazioni ai caregiver ma non si sa chi sono: boom di dosi ai ventenni Donzelli (Ordine dei medici): «Stravolti i criteri indicati dal governo»
di Aurora Provantini
3 Minuti di Lettura
Giovedì 20 Maggio 2021, 10:18 - Ultimo aggiornamento: 10:32

Trent’anni indietro. Mentre il generale Francesco Paolo Figliuolo apre le prenotazioni agli over 40 (a partire dal 17 maggio) in tutto il Paese, a Terni si continuano a vaccinare gli ultraottantenni presso la postazione allestita nella palestra dell’Istituto Casagrande, in piazzale Bosco, e i settantenni presso gli ambulatori dei medici di base. Accelera notevolmente la campagna vaccinale anti Covid-19, tanto che i dieci team sanitari dell’Azienda Usl Umbria 2, diretti da Stefano Federici, stanno effettuando una media di novecento somministrazioni al giorno, ma le dosi vengono ancora destinate ai grandi anziani, ai fragili, ai loro caregiver. L’agenda delle prenotazioni è aperta esclusivamente a queste tre categoria ed il risultato è che si stanno vaccinando tantissimi caregiver di soggetti beneficiari della 104, come malati oncologici, trapiantati, disabili con gravi invalidità. Due persone conviventi, più due residenti altrove. Basta inserire nel portale della Regione Umbria il codice fiscale della persona estremamente vulnerabile, allegare una certificazione, e il gioco è fatto. In questo modo si stanno iniettando le dosi di Pfitzer Biontech disponibili anche a ventenni che dichiarano di assistere un malato. D’altro canto non esiste un elenco dei caregiver, in Umbria.

Si scopre però che nel territorio ce ne sono in misura esagerata. E tutti si chiedono di essere vaccinati. Se siano reali o fittizi, non c’è davvero modo di verificarlo. L’apertura alla fascia 40-49 anni (quindi il via libera ai nati fino al 1981) è una nuova road map del piano strategico del Governo Draghi, che lascia indietro l’Umbria. E’ arrivata il 14 maggio la comunicazione da parte dell’assessore alla sanità, Luca Coletto, e del commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Massimo D’Angelo, dell’apertura alla fascia d’età 60-69 anni. «Si tratta di pre-adesioni tramite portale web con un messaggio del tipo prenotati ed entro 10 giorni ti indicherò data e luogo in cui verrà effettuata la vaccinazione». Ma solo una volta terminate le somministrazioni ai fragili, agli ultraottantenni, ai settantenni (da parte dei medici di medicina generale con il siero anglo svedese tanto poco amato), all’esercito dei caregiver, si potrà passare agli over 60. Per il presidente dell’ordine dei medici della provincia di Terni, Giuseppe Donzelli, tutto questo sta stravolgendo il criterio secondo il quale il Ministero della salute ha indicato di procedere per fasce d’età. Si è montato un caso sulle categorie (gli avvocati) che si sono vaccinate senza essere state inserite nel piano regionale attivo, eppure non si va a controllare cosa sta accadendo con chi dichiara di prendersi cura di un soggetto estremamente vulnerabile. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA