Una mostra dedicata al Dante «barbuto» di Orvieto

Una mostra dedicata al Dante «barbuto» di Orvieto
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Venerdì 10 Settembre 2021, 18:50

Il Dante «barbuto» di Orvieto, che si trova nell'ufficio del sindaco, sarà in mostra dal 14 settembre al 14 novembre negli spazi espositivi del Museo «Claudio Faina» in piazza Duomo. Il singolare dipinto sarà quindi al centro dell'esposizione dal titolo «Il vero volto di Dante Alighieri - L'avventura di un quadro», organizzata dal
Comune di Orvieto e oggi presentata presso la sala stampa della Camera dei deputati a Roma.

«Dante con la barba non ci consente solo di 'riscoprirè, ma anche di andare a rileggere un pezzo della storia della città. Una lunga e bellissima storia, la nostra, che non dovremmo mai stancarci di guardare con occhi sempre diversi e curiosi», ha detto la sindaca Roberta Tardani. «Questa mostra nasce per caso - ha spiegato il presidente della Fondazione per il Museo 'Claudio Fainà, Daniele Di Loreto - dalla diversa curiosità con cui abbiamo osservato quel quadro nello studio del sindaco che avevamo visto chissà quante altre volte senza mai coglierne l'aspetto più singolare, una rarità iconografica che ci era sempre sfuggita. Una mostra che nasce per caso ma con una grande passione per la cultura, questa non casuale, senza la quale nulla si potrebbe realizzare».

«Il ritratto del Dante con la barba di Orvieto - ha sottolineato Michele Maccherini, storico dell'arte dell'Università degli Studi de L'Aquila - si presenta come un unicum e sembra essere ispirato dal frontespizio della Comedia di Francesco Sansovino uscita a Venezia nel 1564 di cui si ebbero due riedizioni nel 1578 e nel 1596. La data - ha aggiunto - del dipinto deve quindi essere successiva ad una delle tre edizioni del volume».

Il curatore della mostra, Giuseppe Della Fina, ha spiegato l'origine del dipinto. «Di certo - ha sostenuto - la barba sul volto di Dante è autentica e non è stata aggiunta successivamente come hanno confermato le analisi fatte dai restauratori del Consorzio Pragma, Valentina Romé, Davide Rigaglia e Massimiliano Massera. Il quadro insieme ad altri arrivò probabilmente in Comune nel 1927 trasferito dopo la soppressione della Sottoprefettura di Orvieto che a sua volta aveva acquisito opere d'arte provenienti almeno da due antiche nobili famiglie orvietane: Pandolfi Alberici e Gualterio».

In mostra, insieme al quadro di Dante, interessato da un intervento di ripulitura ad opera di Chiara Munzi e Giuseppe Ammendola di Keorestauro, ci sarà anche un dipinto di Petrarca attribuito allo stessa mano del Dante. La visita sarà compresa nel biglietto di ingresso del Museo Etrusco e Civico «Claudio Faina» (4,50 euro intero, 3 euro ridotto) mentre sarà gratuita per i residenti del Comune di Orvieto esibendo un documento d'identità alla biglietteria.

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