L'ospedale diventa presidio Covid, il sindaco di Spoleto annuncia ricorso al Tar

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Ilaria Bosi

SPOLETO - San Matteo ospedale Covid già dal fine settimana, il sindaco Umberto De Augustinis non ci sta e annuncia: «Impugneremo l’ordinanza al Tar». Il riferimento è al provvedimento firmato mercoledì dalla presidente Donatella Tesei, che prevede una completa rimodulazione – seppure temporanea, come è stato ribadito più volte – dei servizi del San Matteo degli Infermi. Settanta posti letto, compresi quelli di terapia intensiva, saranno totalmente dedicati ai pazienti Covid. Tutta l’area materno infantile (Punto Nascita, Ginecologia e Pediatria) «anche per questioni di sicurezza – è stato rimarcato - verrà trasferita altrove». Lo stesso dicasi per lo staff della Chirurgia, cui la direzione regionale della Sanità cercherà di trovare «un posto in un altro ospedale» per proseguire l’attività chirurgica. Serviranno, invece, alla rianimazione i tredici anestesisti in forza al San Matteo. Destinati a traslocare in altri ospedali (Foligno?) i reparti di degenza, nel presidio di Spoleto resteranno sostanzialmente tre servizi no-covid: «Radioterapia, Oncologia e Dialisi», come spiegato dal direttore regionale Claudio Dario. All’ospedale si accederà attraverso tre percorsi differenziati. Secondo quanto è stato spiegato, i servizi no covid saranno principalmente concentrati nei piani sotterranei (-2 e -1) dell’ala nuova dell’ospedale. «I posti letto in intensiva – ha aggiunto Dario - e quelli che si trovano al primo e secondo piano (probabilmente anche il terzo, che attualmente ospita l’area materno infantile, ndr) saranno destinati alle attività di degenza Covid». Anche la Rsa (che si trova al piano terra dell’ala vecchia) verrà destinata ai pazienti Covid: «Come avete sentito – ha detto il direttore – avendo purtroppo contagi anche in alcune residenze per anziani e persone fragili è importante avere anche posti di Rsa Covid in un contesto di questo tipo, che possa consentire di assistere le persone anziane che vengono da queste strutture». Una trasformazione, come è stato ribadito più volte anche dalla presidente Donatella Tesei, temporanea, da cui il presidio di Spoleto – è stato assicurato – uscirà migliorato. Il sindaco è però furioso e il suo sfogo contro la governatrice non ha precedenti: «Quello di oggi – ha detto – è un gravissimo oltraggio alla città, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini. Non una riga dell’ordinanza, annunciata e illustrata in una conferenza stampa dalla Presidente Donatella Tesei, è stata oggetto di confronto con l’amministrazione comunale». Riunite d’urgenza, in serata, anche le associazioni del City Forum.

DOCUMENTO UNITARIO, ANZI NO. E IL CONSIGLIO COMUNALE SI SPACCA

Oggi (giovedì)  tornerà intanto a riunirsi il consiglio comunale, che neanche nella battaglia in difesa dell’ospedale è riuscito ad avere una posizione unitaria. Il documento scritto dal sindaco e firmato dalla giunta e da gran parte dei capigruppo non è infatti stato sposato da Polinori (Fratelli d’Italia) e Profili (Alleanza Civica), stizziti a quanto pare dalla non emendabilità dell’atto. Gli interi gruppi di Fdi e Ac - insieme, a quanto pare, ad altri consiglieri di maggioranza e opposizione - avrebbero elaborato un secondo documento («Una bomba», come anticipato da alcuni di loro), che verrà presentato in consiglio comunale. La mozione - di questo si tratta - sarebbe stata sottoscritta anche da alcuni consiglieri della Lega (Fedeli, Loretoni e Proietti), da Morelli (Forza Italia) e Frascarelli (Spoleto Popolare). Anche sulla questione ospedale, del resto, stanno emergendo in modo sempre più netto le posizioni delle varie correnti interne. Per quanto riguarda il Carroccio, il gruppo legato a Caparvi (che in questi giorni ha sollecitato più volte i suoi a non contrastare le scelte della giunta regionale) è di fatto quello in aperto contrasto con il sindaco De Augustinis, mentre gli altri hanno una posizione più morbida verso l’amministrazione comunale. Divorzio ormai chiaro anche nel Polo Civico, dove la capogruppo di SP Maria Elena Bececco viaggia da sola rispetto a Frascarelli, Profili e Settimi. Intanto De Augustinis, che ha bollato come «inaccettabile» il comportamento di Tesei, tuona: «Le informazioni le abbiamo apprese dalla conferenza stampa: non c’è stata nemmeno la cortesia istituzionale (o volontà) di condividere i contenuti prima di renderli pubblici, di discuterli, di considerare le necessità di un territorio che ha sempre collaborato attivamente e con grande senso di responsabilità con i vertici regionali. Tutto questo è avvenuto nonostante le ragioni manifestate, i fortissimi dubbi espressi, la richiesta di non riorganizzare la rete ospedaliera regionale azzerando i servizi sanitari del nostro nosocomio. Niente di tutto questo è stato preso in considerazione: l’emergenza sanitaria è stata utilizzata in una chiave inaccettabile, nel metodo e nella sostanza, mortificando le ragioni di una città intera. Ritengo inaccettabile il comportamento della Presidente Tesei, della giunta regionale e dello staff sanitario. Mai avrei immaginato di dovermi esprimere in questi termini e mai avrei pensato di dovermi confrontare con una situazione del genere, soprattutto in un momento così delicato per tutti. Arrivati a questo punto faremo quanto è in nostro potere per evitare che la nostra comunità subisca le conseguenze di scelte così miopi e dannose».

 

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