Umbria più anziana, crollo demografico entro il 2040

Umbria più anziana, crollo demografico entro il 2040
di Ilaria Bosi
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Martedì 7 Dicembre 2021, 13:01

Invecchiamento della popolazione e bassa natalità, l’Umbria è destinata a cambiare volto nei prossimi 20 anni, con un vero e proprio crollo demografico entro il 2040, quando la popolazione residente potrebbe scendere dalle attuali 870mila unità a 807mila (-7,6 per cento).

È quanto emerge dallo studio «L’erosione demografica in Umbria», effettuato dal ricercatore Istat Luca Calzola e pubblicato dall’Agenzia Umbria Ricerche.

LO STUDIO

Per effettuare la proiezione, partendo dalla decrescita demografica registrata negli ultimi decenni in Italia e, in particolare, in Umbria, il ricercatore prende come riferimento diversi fattori: dal regime di bassa natalità all’innalzamento dell’età media, passando per i flussi migratori, il cui saldo nel medio termine dovrebbe restare costante, con valori di poco superiori alle 2mila unità annue. Anche le nascite, secondo lo studio, dovrebbero rimanere stabili, «con valori di poco superiori alle 5mila unità fino al 2040», per poi iniziare progressivamente a diminuire.

I DATI

È in questo quadro che lo studio lascia presagire per l’Umbria una decrescita della popolazione nei prossimi due decenni pari a -33mila abitanti dal 2020 al 2030 e a -30mila dal 2030 al 2040. «Entro i prossimi 20 anni, pertanto, i residenti passerebbero dagli attuali 870mila a 807mila (-7,6%). Nel più lungo termine, nei 20 anni successivi proseguirebbe la discesa fino a toccare la soglia dei 700mila abitanti entro il 2063, anche se è ovvio ricordare che i risultati delle previsioni diventano più incerti quanto più ci si allontana nel tempo».

L’INVECCHIAMENTO

PERUGIA - Entro il 2040, se queste previsioni saranno rispettate, aumenterà sensibilmente anche l’indice di anzianità della popolazione: un umbro su tre avrà almeno 65 anni. «Riguardo alla struttura per età – si legge nella ricerca - lo scenario che si va a prefigurare è caratterizzato da un profondo e irreversibile mutamento che è possibile riscontrare soprattutto se si concentra l’osservazione ai prossimi due decenni; in un arco di tempo, cioè, in cui l’evoluzione demografica è in gran parte scritta nell’attuale articolazione per età della popolazione. Entro il 2040 le persone di 65 anni e più rappresenteranno il 36 per cento del totale, aumentando di 10 punti percentuali rispetto ai livelli attuali. Se più di una persona su tre avrà almeno 65 anni, significa che si ridurrà la quota della popolazione in età da lavoro. In particolare, il rapporto di dipendenza degli anziani, che misura il peso delle persone con più di 64 anni su quelle tra 15 e 64 anni, sarà soggetto ad un aumento di quasi 20 punti percentuali (dal 46% del 2020 al 67% del 2040). In questo quadro, è destinata inevitabilmente a diminuire la presenza di giovani tra la popolazione residente. «Rispetto al 2020, le oltre 530 mila persone in età 15-64 perderanno 100 mila unità entro 2040 (-19%) e altre 50 mila nei 10 anni ancora successivi (-27%)».

WELFARE

Nell’Umbria che cambia, quindi, saranno necessarie nuove politiche di welfare, che dovranno tener conto della netta diminuzione della forza lavoro e delle inevitabili trasformazioni che subirà la struttura stessa della famiglia, sulla scia di una metamorfosi già avviata. Tra il 2020 e il 2040 – secondo lo studio pubblicato su Agenzia Umbria Ricerche - aumenterà il numero di persone sole (+20%), e quello delle famiglie senza figli (+10%), mentre si assottiglierà il collettivo delle famiglie con figli (-30%). Le conseguenze del cambiamento demografico sulla società e l’economia – osserva Calzola - sono in parte già visibili, ma esse potranno avere un impatto molto più forte di quello che ora immaginiamo se la velocità di questi cambiamenti sarà più intensa».

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