Terremoto Umbria e Marche
​con gli Alpini non passa lo sciacallo

Giovedì 5 Gennaio 2017 di Giovanni Camirri
Gli Alpini impegnati a Castelluccio di Norcia. Nel riquadro il comandante del V Regimento Alpini, colonnello Ruggero Cucchini

FOLIGNO - Si chiama task force sicurezza ed è la struttura dell’Esercito che si occupa, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, dell’azione di vigilanza e deterrenza in chiave si sistema-sicurezza, nelle aree offlimits, quali zone rosse e accessi particolari, delle zone terremotate di Umbria e Marche. Sul campo ci sono gli Alpini del V Reggimento di stanza a Vipiteno, guidati anche nelle zone terremotate, dal loro comandante il colonnello Ruggero Cucchini (52esimo comandante del V Rreggimento, ha iniziato la specializzazione come tenente a Venzone al battaglione “Tolmezzo” della brigata alpina Julia. E’ stato comandante del plotone alpieri ai campionati sciistici delle truppe alpine nel 1995, vincendoli). In quelle zone terremotate sono impegnati 305 alpini che si alternano nei compiti svolti nell’arco delle 24 ore e svolgono come detto il servizio di vigilanza nelle zone rosse o in aree momentaneamente disabitate a causa delle conseguenze delle scosse sismiche. La task force ha la propria base logistica all’interno della Caserma Gonzaga di Foligno, sede del Centro di Selezionale Nazionale e Reclutamento dell’Esercito

IL PUNTO

“La nostra azione – spiega il colonnello Cucchini – si articola su due punti principali. Il primo è quello che riguarda la sicurezza dei beni incustoditi. L’altro riassume a tutto tondo il concetto di safety. In questo ambito svolgiamo compiti di filtraggio tesi a garantire la sicurezza fisica delle persone soprattutto in chiave di incolumità delle persone ed anche per evitare ingressi o accessi non previsti. Il tutto si svolge, a secondo delle tipologie d’intervento, in piena collaborazione da un lato con i vigili del fuoco e dall’altro secondo la catena di collaborazione Prefettura-Questura-Esercito”.

LA POPOLAZIONE

“La gente delle zone terremotate di Umbria e Marche – prosegue il Comandante del V Reggimento Alpini – ci ha accolto con grande calore. Ci sentiamo cittadini di queste terre, componenti di queste comunità. Basti pensare che la gente ci ringrazia, ci saluta calorosamente e spesso porta ai nostri Alpini un the caldo o un caffè. Piccoli gesti che vengono fatti con un grande cuore. Questo calore lo stentiamo quotidianamente. Il nostro – sottolinea il comandante – è un servizio preventivo che parte già dalla nostra presenza sul territorio. Effettuiamo controlli specifici  anche su gente che non è della zona. Ad oggi l’azione di antisciacallaggio segnala un numero di accertamenti limitatissimi ridotti al massimo ad un paio di situazioni. Il nostro è un lavoro prevalentemente di deterrenza e anche su questo versante ci muoviamo in stretta collaborazione con le forze dell’ordine”.

LA TASKFORCE

“Siamo – spiega ancora il colonnello Cucchini – Fanteria di sicurezza. Qui nelle aree terremotate operiamo mettendo in campo quotidianamente un combinato di diversi servizi: presidi fissi, pattuglie mobili anche motorizzate, pattuglie appiedate. Il che, come Esercito e quindi come Alpini, ci permette di dare fattivamente il nostro contributo operativo. Operiamo nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” e nell’emergenza terremoto siamo una costola ad hoc”.

 L’ESERCITO

Nelle zone terremotate di Umbria e Marche l’Esercito, con le proprie specifiche competenze, sta svolgendo un ruolo importante di vicinanza alle popolazioni colpite dall’emergenza. Le prime attività svolte dall'Esercito, vale ricordarlo, hanno preso le mosse già dalle scosse del 24 agosto e poi sono proseguite con quelle del 26 e 30 ottobre. Le azioni poste in essere dall'Esercito si sono concretizzate con ricognizioni mirate nelle zone terremotate finalizzate, tra le altre cose, al ripristino della viabilità stradale, intervento fondamentale a garantire il transito dei soccorsi e quindi il supporto alle popolazioni delle zone colpite dal sisma. In questo contesto opera la “task force sisma” che con i militari del Genio e il coordinamento del generale di brigata Santamaria comandante del Raggruppamento “Sisma”, sta svolgendo un ulteriore azione mirata al ritorno alla normalità delle realtà terremotate.

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