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Teatro Verdi, il progetto di restyling ha dimenticato la lirica: «Era nato per ospitare le grandi opere»

Teatro Verdi, il progetto di restyling ha dimenticato la lirica: «Era nato per ospitare le grandi opere»
di Monica Di Lecce
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 09:06

TERNI Entro la fine dell'anno l'appalto dei lavori del primo lotto funzionale e poi a marzo l'avvio del cantiere vero e proprio. Per il Teatro Verdi si procede a passo spedito ma la riapertura non è proprio dietro l'angolo. Conclusa la verifica del progetto definitivo complessivo, è in corso quella per il piano esecutivo del primo stralcio funzionale, nel corso della quale è emersa la necessità di aggiornare il progetto. L'aggiornamento riguarda questioni molto tecniche come gli elaborati economici esecutivi e il nuovo elenco prezzi infrannuale della Regione Umbria in vigore dallo scorso 13 luglio. La fase di verifica arriva dopo che entrambi i progetti, definitivo complessivo e quello esecutivo del primo stralcio funzionale, sono stati regolarmente consegnati dai progettisti incaricati e vincitori del concorso di progettazione RTP tra ApiùM2a Architects studio associato di architettura, architetti Marcello Galiotto, Alessandra Rampazzo, la società Sinèrgo spa, e gli ingegneri Vincenzo Baccan e Linda Parati. Sono stati acquisiti quindi tutti i pareri e le autorizzazioni previste per legge, dalla Soprintendenza dei beni culturali ai vigili del fuoco, al genio civile, per consentire l'avvio dei lavori del primo stralcio funzionale. Della verifica della progettazione si occupa la società Rina Check srl di Genova che si è aggiudicata a gennaio il servizio. «Sono state recentemente avviate le procedure per l'affidamento degli incarichi professionali di direzione lavori, coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione e collaudo statico, impianti e tecnico amministrativo fanno sapere da Palazzo Spada - Nei prossimi mesi sarà avviata la procedura di gara aperta per l'appalto dei lavori del primo stralcio funzionale che si concluderà entro il 31 dicembre con inizio previsto dei lavori stessi per marzo 2023». Per la riapertura del teatro bisognerà attendere ancora, ma c'è anche chi è certo che di quel teatro resterà comunque orfano, costretto a continuare a fare il pendolare in altre strutture della regione. «Quello di Terni spiega Francesco Giordanelli presidente di Amici della Lirica è stato uno dei primi teatri lirici in Italia intitolato all'unanimità a Giuseppe Verdi nel corso del consiglio comunale straordinario che si è tenuto a sei giorni dalla morte del compositore. Ora, con il progetto di riqualificazione che si andrà a realizzare, la lirica rimane fuori». Giordanelli ricorda le eccezioni che Amici della Lirica avevano già sollevato nei mesi scorsi. «Il primo problema riguarda l'acustica spiega il presidente dell'associazione una questione già presente nel teatro così come fu ristrutturato da Lucioli, per cui nelle ultime file in alto il suono arrivava in ritardo. La sala platea resta schiacciata a un'altezza troppo bassa. La seconda questione riguarda le dimensioni della buca dell'orchestra che sono troppo piccole per ospitare un'opera lirica classica che prevede almeno 50 elementi. Non hanno ascoltato neanche il direttore d'orchestra Carlo Palleschi che si era messo a disposizione». Francesco Giordanelli rileva che il teatro, così come è stato concepito dal progetto di ristrutturazione, può ospitare gli eventi musicali che prevedono un'amplificazione ma non la lirica che quindi sarà costretta a emigrare ancora. «Intanto quest'anno dopo Spoleto continua Giordanelli porteremo La traviata il 10 settembre al teatro Manini di Narni».
Monica Di Lecce

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