CORONAVIRUS

Coronavirus, come far sopportare
l'isolamento in casa a cani e gatti

Martedì 24 Marzo 2020 di Cristiana Mapelli
Gioia Garzini
I cani adorano che i loro padroni stiano in casa per la quarantena. Il problema scoppia quando, però, il cane scalpita e vuole uscire a correre al parco. Come fare con cuccioli o cani iperattivi in un appartamento? A rispondere e a dare consigli per questi giorni di isolamento casalingo, Gioia Garzini educatrice cinofila presso il centro
Randagility.
Garzini, nelle case di persone che hanno cani, che cosa succede?

«Avere un cane, in questo momento difficile, è una davvero fortuna: significa avere qualcuno di cui occuparsi, che ci fa sentire meno soli, utile e ci permette di creare una routine. Proprio per questo, in una situazione di grande cambiamento anche per gli amici a 4 zampe, dobbiamo aiutare il nostro animale ad adattarsi ai nuovi ritmi. Il primo consiglio è quello di mantenere sempre e comunque una routine più o meno simile a quella che avevamo prima. I vostri amici vi ringrazierano».
Da dove iniziamo?
«Innanzitutto organizziamoci con quelli che erano i soliti orari sia per la palla che per la passeggiata. Se ad esempio, prima dell’emergenza Covid-19, lo portavamo a spasso prima del lavoro, a pranzo e a sera, manteniamo gli stessi orari. Anche se dobbiamo mantenere i 200 metri per la passeggiata, usciamo con calma, senza strattonare l’animale, diamogli il tempo che gli serve. Permettiamogli di annusare nel tragitto. Fino ad ora il meteo ci è stato amico, ora con freddo e forse pioggia, continuiamo ad uscire perché il cane sentirà odori differenti che lo stimolerà ulteriormente. Per la pappa non aumentiamo la dose, anzi, forse varrebbe la pena diminuire leggermente per il poco movimento che fanno».
Come gestirli nei momenti di iperattività?
«Ogni giorno, per circa 10 minuti, troviamo una routine di piccolo gioco in cui ci dedicheremo al nostro amico a 4 zampe. Iniziamo con dei giochi che “attivano” il fiuto e il cui esercizio nei cani genera rilassamento e soddisfazione. La sensazione è un po' come per noi quando, dopo una giornata di intenso lavoro, ci rilassiamo sul divano, con un calice di vino davanti alla nostra serie tv preferita».
Può spiegarci qualche semplice gioco?
«Prendiamo il rotolo finito della carta igienica e mettiamo all’interno dei bocconcini prelibati, non le classiche crocchette perché devono essere motivati nell’azione, poi richiudiamone gli angoli e lasciamolo a terra al cane in una situazione tranquilla tutta per lui, senza dargli pressione né con le parole con il corpo. Lasciamolo fare, lasciamolo distruggere quel rotolino alla ricerca del premio goloso, che il cane mangerà con soddisfazione. Anche per questi giochi stabiliamo una routine, come ad esempio a metà mattinata o quando vedete che si agita in attesa di una uscita extra».
Qualche esercizio per mantenerli attivi?
«Procediamo con un esercizio divertente di attivazione mentale: prendiamo un tappetino, tipo quelli che usiamo in bagno, al centro mettiamo sempre dei bocconcini e lo arrotoliamo su se stesso. Lasciamo che il cane lo srotoli alla ricerca dei premio goloso».
Per chi avesse a disposizione un piccolo giardino?
«Niente di più facile. Una volta al giorno, invece che dargli le crocchette nella ciotola, spargiamole nell’erba. In questa modo il cane eserciterà il fiuto e si affaticherà nella ricerca del proprio cibo. Provare per credere».
La quarantena che rischi può generare nel cane?
«I cani ora sono molto felici perché si ritrovano ad avere sempre una persona in casa, ma dobbiamo pensare al post emergenza, quando torneremo alla normalità. E’ vero che i cani si adattano molto facilmente, ma possono accusa cambi repentini di abitudine quando torneremo a passare molto tempo fuori casa. Per dieci minuti chiudiamoci in una stanza lasciando il cane libero per il resto della casa, o lasciamolo in casa per andare a fare la spesa, cosi da non permettergli di stare sempre con noi e di rendere “lo stacco” meno difficile» © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani