Accoltellato al cuore dopo una lite: amministratore di condominio rischia la vita

Accoltellato al cuore dopo una lite: amministratore di condominio rischia la vita
di Egle Priolo
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PERUGIA - Un'uscita pomeridiana con la fidanzata sotto casa, il passaggio al bar di quartiere dove tutti li conoscono e poi - in un lampo - la follia. Tre coltellate, una al cuore.

Così ha rischiato di morire ieri pomeriggio a Perugia il quarantenne colpito al petto, all'addome e a un braccio da un giovane magrebino. Gli hanno salvato la vita in ospedale, prima al pronto soccorso e poi l'equipe del cardiochirurgo Davide Di Lazzaro, ma solo le prossime ore potranno raccontare la speranza che per l'uomo sia andato davvero tutto bene.
La cronaca è fredda, è un rallentatore di immagini, i frame scorrono come flash e impressionano per la violenza inaudita in un normale pomeriggio di maggio in via della Pescara. Davanti al bar ci sono due persone, anche se alcuni testimoni parlano di una terza più defilata, uno scambio di battute che si fa pesante. La discussione sembra degenerare e dalle mani del nordafricano scappa fuori un coltello. Che colpisce il quarantenne tre volte. L'aggressore e chi è con lui scappano appena lo vedono a terra in mezzo al sangue. La fidanzata grida e piange. È straniera, non parla bene e a stento riesce a capire e farsi capire. Chiama i familiari del quarantenne che abitano poco distanti, mentre dal bar c'è chi allerta l'ambulanza e i carabinieri. L'arrivo dei sanitari è tempestivo, l'uomo è a terra e la corsa in ospedale è disperata ma immediata. In pronto soccorso la prima complicazione, la pressione che scende ma i medici riescono in un istante a riportare tutto nella norma. Nella norma chiaramente di chi ha una ferita al cuore. Perché la corsa a quel punto è verso cardiochirurgia. L'uomo entra in sala operatoria in condizioni molto gravi. L'intervento d'urgenza dura un paio d'ore: si tratta di aggiustare una lesione a un ventricolo, un millimetro in più poteva essere fatale. Ma i medici hanno deciso che non è questo il giorno in cui il quarantenne lascerà la sua famiglia, madre, fratelli, fidanzata e nipotini. L'equipe di Di Lazzaro, tra chirurghi e anestesisti, senza giri di parole, gli salva la vita. La lesione è riparata, la seconda ferita all'addome non è così profonda da colpire organi vitali e quella al braccio rispetto al resto è solo roba da mettere i punti.

LA PAURA DEI PARENTI
Trasferito in terapia intensiva, ovviamente sotto sedazione, adesso deve solo far forza sul suo essere giovane e sano. Mentre fuori dal reparto amici e parenti hanno aspettato per ore una buona notizia, i carabinieri hanno stretto la rete intorno all'accoltellatore. Ad aiutarli, le immagini delle videocamere di sorveglianza del locale, i cui dipendenti hanno raccontato di non conoscere come cliente il giovane aggressore, poco più che diciottenne. E saranno quindi i militari adesso, nell'attesa di parlare con la vittima e la sua fidanzata (ieri sera chiaramente sotto choc), a ricostruire i motivi dell'aggressione e di quella violenza folle. Di certo, il quarantenne, di origini calabresi ma residente in città da oltre vent'anni, in zona è molto conosciuto, molto noto per il suo impegno soprattutto contro spaccio e degrado nell'area tra via della Pescara e il parco della Verbanella, perché amministratore di uno dei condomini più difficili, ma che sotto la sua gestione da anni è stato ripulito da presenze pericolose e nuovamente abitato da famiglie e persone perbene. La speranza, nel quartiere, è che il quarantenne si riprenda del tutto, senza conseguenze. Per poter arrivare a ridere del giorno in cui ha rischiato la vita ma la fortuna lo ha accompagnato.

Sabato 15 Maggio 2021, 07:55 - Ultimo aggiornamento: 16:46
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