PD

Pd, Corsi via da tutti gli incarichi: «Per chi voto? Ancora non lo so»

Venerdì 11 Ottobre 2019 di Vanna Ugolini
L'intervista integrale sul Messaggero edizione di Terni in edicola.
Lunedì scorso Sandro Corsi, uno che ha fatto per 40 anni ininterrotti la tessera del partito, dal Pci al Pd, ha lasciato tutti gli incarichi che gli erano rimasti e ha salutato tutti quelli che erano presenti in viale Mazzini. Ma non se ne è andato sbattendo la porta. Piuttosto ha prevalso l'amarezza e la commozione per un pezzo di vita e di storia a cui ha messo un punto.
Perchè ha lasciato ora?
«E' stato un processo iniziato a gennaio quando mi sono dimesso dalla vicepresidenza del Pd e l'ho annunciato sul Messaggero. Ho rivissuto lo stesso stato d'animo del 1993, in epoca di tangentopoli, un senso di disgusto per l'utilizzo strumentale di una questione giudiziaria in chiave politica».
Dopo Concorsopoli è arrivato l'accordo con i 5Stelle.
«Ecco, quella è stata la ciliegina sulla torta. Credo che questo accordo abbia travalicato la sensibilità dei cittadini dell'Umbria. Ho condiviso il patto di governo, che sarà giudicato dagli elettori. Ma qui eravamo a venti giorni dalla consegna delle liste, con uno scontro tra i 5 Stelle che attaccavano il Pd e un Pd che cercava di difendere la sua amministrazione, che, peraltro, per quanto mi riguarda, non è stata buona...Poi la vergogna con cui si invita una persona a fare il candidato presidente e poi si toglie... Per cosa? Per fare un test prima delle elezioni in Emilia Romagna...».
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  Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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