Terni, residenti riqualificano il parco e dicono "no" alla violenza contro le donne:
le panchine diventeranno rosse

Terni, residenti riqualificano il parco e dicono "no" alla violenza contro le donne: le panchine diventeranno rosse
di Lucilla Piccioni
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Domenica 22 Agosto 2021, 12:36

E’ una bella panchina di legno posata su un telaio di ferro battuto, sta sotto alberi antichi che d’estate proteggono dal sole cocente e se c’è una leggera pioggia fanno da ombrello. Proprio per questo, per la sua posizione, è stata prescelta dal comitato del verde del parco La Mola, nell’era dell’ex Sice, per essere dipinta di rosso. Rosso acceso, che spiccherà tra il verde del giardino, per dare una testimonianza concreta contro la violenza sulle donne. Ci saranno anche dei numeri di telefono incisi sulla panchina: sono quelli dei centri antiviolenza che operano sul territorio. Quella panchina si trova vicinissima all’area dove ci sono anche i giochi per bambini, ogni giorno ci si siedono tantissime donne, di tutte le etnie, di tutte le età. Ci sono mamme, nonne, sorelle che portano i piccoli a giocare. E poi i bambini che chiederanno il perché di quel colore diverso da tutti gli altri; la panchina sarà li a ricordare a tutti che esistono i centri che difendono le donne maltrattate dove ci si può rivolgere, si può ottenere aiuto ed è garantito l’anonimato. Nessuno vedrà se una donna impara a memoria uno di quei numeri scritti sulla panchina. Ma tutti vedranno il rosso acceso della seduta.

«Ci abbiamo messo un po' di tempo per ottenere l’autorizzazione a dipingere di rosso la panchina - spiegano gli addetti alla manutenzione del parco La Mola – anche se al Comune tutto questo non costerà un euro abbiamo dovuto aspettare l’ok dell’Ente in base al Patto di collaborazione che abbiamo sottoscritto per questo giardino, che è privato, ma di uso pubblico. Ora vediamo se i nostri amministratori verranno all’inaugurazione, ci terremo molto perché quello che vogliamo dire è importante, qui ogni giorno vengono tantissime donne è come se avessimo l’opportunità di dare questo messaggio ad ognuna di loro. Non ci dobbiamo nascondere anche nella nostra città ci sono casi di violenza e maltrattamenti sulle donne, non solo tra gli stranieri come si potrebbe pensare. Noi abbiamo voluto fare qualcosa, magari sarà poco, ma chissà, potremmo dare un imput importante. Diamo la notizia come se fossimo giornalisti».

Ma c’è di più perché l’idea di dipingere di rosso la panchina come grido contro la violenza sulle donne è venuta da un gruppo di uomini, un manipolo di persone che ogni giorno di prende cura del parco: potano le piante, sistemano gli innaffiatoi, ripuliscono il verde dopo le scorribande di incivili che lasciano a terra bottiglie di birra, cartoni delle pizze, pacchetti di sigarette, tovaglioli. Sono quasi tutti in pensione, non più giovanissimi, ma non si sono rassegnati a stare zitti. Con scopa e ramazza difendono uno dei polmoni di verde più grande della città, sistemano i giochi dei bambini meta dei vandali quasi quotidiana. Ed ora è il turno della panchina per dire un altro no deciso

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