«Mala movida e droga rinforzi per Perugia» Il capo della polizia, Giannini: «Stiamo vagliando la situazione della questura»

«Mala movida e droga rinforzi per Perugia» Il capo della polizia, Giannini: «Stiamo vagliando la situazione della questura»
di Michele Milletti
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Mercoledì 16 Giugno 2021, 11:00

PERUGIA - La lotta alla criminalità. Al traffico di stupefacenti e allo spaccio su piazza, ma anche alle infiltrazioni dei soldi sporchi della criminalità organizzata che in questa delicatissima fase storica possono trovare i pertugi giusti in cui incanalarsi. E anche, infine, al profilarsi di una situazione emergenziale rappresentata da quella che viene chiamata movida violenta. Selvaggia, sregolata. Fatta di risse, eccessi col bere, non rispetto delle regole basilari del vivere comune. Il tutto in una fase in cui ancora continuano i controlli anti covid. Una marea di cose da fare, indagini e presenza sul territorio, per le quali i poliziotti attualmente nell’organico della questura potrebbero non bastare. Nonostante l’impegno non manchi mai, ma i numeri sono numeri. Per questo, nel giorno dell’intitolazione della strada della questura a Emanuele Petri (sovrintendente umbro della polizia ferroviaria, ucciso il 2 marzo del 2003 durante un controllo a quelli che si rivelarono i capi delle nuove Brigate rosse) il capo della polizia, prefetto Lamberto Giannini, assicura che la situazione della questura perugina è «attentamente vagliata. Non potrebbe essere altrimenti, vista l’importanza di questa questura e visto anche in generale la forte richiesta ed esigenza di sicurezza». Nella quale negli ultimi tempi è entrata la movida: «È un segno di ripartenza, che però va fatta con i dovuti criteri nel rispetto delle regole. Servono controlli ma anche educazione, senso civico e rispetto delle regole» ha concluso Giannini. «La movida è una risorsa ma va gestita - gli fa eco il questore, Antonio Sbordone -. Ci stiamo attrezzando con i controlli e ma anche con altri tipi di provvedimenti per poterla incanalare». Tante le personalità presenti alla celebrazione dell’intitolazione della via della questura a Emanuele Petri. Oltre alla moglie Alma e al sostituto procuratore di Spoleto, Patrizia Mattei, nipote di Petri, presenti la presidente della Regione Donatella Tesei, il prefetto Armando Gradone, il procuratore generale Sergio Sottani e quello della Repubblica, Raffaele Cantone, e il sindaco, Andrea Romizi. Oltre al personale della questura e ai i vertici delle altre forze dell’ordine. A rivolgere «un abbraccio di grande affetto da parte di tutta la città» alla vedova di Emanuele Petri, Alma, è stato il sindaco Romizi. «Abbiamo accolto la proposta di dedicare questa strada a Emanuele Petri - ha detto Romizi - con grade sentimento di assoluta partecipazione, condivisione e volontà di fissare in maniera perpetua il nome di un uomo che ha dato la sua vita per la collettività. È un momento molto delicato. Non è tutto passato come vorremmo credere.  Riagganciarci a questi esempi ci permette di partire in maniera importante. Grazie alla questura per quanto stanno facendo in questo momento tanto difficile». 

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