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Mogol fa festa per i suoi 86 anni sul grande prato del Cet: «Mi sono regalato una nuova canzone»

Mogol fa festa per i suoi 86 anni sul grande prato del Cet: «Mi sono regalato una nuova canzone»
di Francesca Tomassini
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 08:56 - Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 09:03

AMELIA Ottantasei candeline. L'evento è il compleanno di Giulio Rapetti, in arte Mogol, che ieri ha festeggiato insieme agli amici di una vita. Una tavolata allestita in mezzo al grande prato del Cet, il Centro Europeo di Toscolano che l'autore ha fondato trent'anni fa fra le colline dell'amerino, per celebrare la famiglia, l'amicizia e una carriera costellata di grandi successi. Una telefonata, per fargli gli auguri e raccogliere qualche riflessione che inevitabilmente l'occasione porta con se. «Le rivelo un segreto - esordisce - io questi ottantasei anni non me li sento mica, sarà che faccio tanto esercizio». Quasi un eufemismo per racchiudere i ritmi di una quotidianità che fanno le scarpe a quelli di un cinquantenne. Nel corpo e nello spirito, perchè a dispetto delle primavere che passano, Mogol di carne al fuoco continua a metterne tanta. «A livello musicale - racconta - recentemente ho scritto una canzone Un vero amore. Parla di due persone che si incontrano e una propone all'altra di costruire un progetto d'amore».

Un successo interpretato da Gianmarco Carroccia, cantautore suo ex allievo, con cui sta portando avanti Emozioni Tour. Un tandem di voce e cuore, in cui Carroccia interpreta i successi delle coppia d'oro della musica italiana, Mogol e Battisti, e il maestro ne racconta l'anima. «Qualche giorno fa - continua Mogol - siamo stati a Giovinazzo. C'erano oltre cinquemila persone lì per noi. Rimango sempre stupito, felice dell'affetto della gente e delle attestazioni di stima che mi dimostra non solo sotto un palco, ma anche per strada, al ristorante. Il mio impegno, per cercare di ricambiare, è rafforzare la mia autostima, qualcosa che si costruisce attraverso l'agire in modo corretto verso se stessi e gli altri, per questo è così importante». Parole sostenute dai fatti. Perchè fra una cosa e l'altra viene fuori che Mogol e la moglie Daniela, quando è scoppiata la guerra in Ucraina hanno accolto due sorelle, mamme di tre bambini fra i due e i dodici anni, in fuga dall'Ucraina, che ad oggi vivono con loro a Toscolano. Accanto ai progetti musicali, Rapetti ne sta portando avanti un altro, ambizioso, che riguarda la salute. «La prevenzione primaria -precisa- fondamentale per il benessere della persona. Sono trent'anni che mi occupo di questo problema e oggi, sto mettendo in pratica quello che ho approfonditamente studiato. Voglio promuovere la cultura della salute, del benessere, fisico e mentale. Sto scrivendo anche un libro insieme a una grande scienziata, lo faccio per diffondere il know how in modo che sempre più persone possano prendere coscienza di queste dinamiche. Nessun elisir, nessuna formula, solo la consapevolezza delle cose che fanno bene e quelle che no. E continuare a cantare insieme, a ridere, coltivare passioni, cose che producono endorfine». L'ultima domanda, è un tentativo a cui non si sottrae. «Il desiderio che esprimerò spegnendo le candeline -chiude- sarà quello di poter continuare a essere sereno. Ho dedicato la vita alle mie passioni ma so di essere stato anche molto fortunato. E per questo ringrazio il Signore, ogni giorno».
 

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