Terni, lavoro e imprese alla prova del Green pass: «Aziende a rischio stop»

Terni, lavoro e imprese alla prova del Green pass: «Aziende a rischio stop»
di Vanna Ugolini
3 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Ottobre 2021, 08:16

Aziende e lavoratori alla prova Green Pass. Il 15 ottobre nei luoghi di lavoro sarà obbligatorio accedere solo con il Green Pass, ad eccezione delle persone esentate per motivi di salute. Le regole sono rigide: il controllo del Green Pass si dovrà effettuare tutti i giorni. Per tutelare la privacy il datore di lavoro non potrà, infatti, tenere un registro nel quale sia indicato quanti dipendenti sono stati vaccinati e quale sia la scadenza del Green Pass per ciascuno. Questo significa che  la verifica sarà più complicata nei luoghi di lavoro con tanti punti di ingresso, con diverse filiali e con i lavoratori impiegati su più turni, come accade nelle grandi aziende. Ad essere più a rischio sono le attività legate al settore dell’edilizia, metalmeccanico e tessile, dove l’assenza dei dipendenti potrebbe causare seri problemi produttivi. E, ovviamente, più grandi e strutturate sono le aziende e più i controlli diventano complicati. 

«Non saremo in grado di conoscere i numeri dei lavoratori che hanno scelto di non vaccinarsi» spiega l’ad di Ast Massimiliano Burelli. «L’unico dato certo è che se questo numero si rivelerà importante, si potrebbero presentare dei seri problemi nelle turnazioni, con il forte rischio di arrivare a un blocco produttivo». Al momento dell’ingresso, chi non ha il Green Pass non potrà essere ammesso all’interno del luogo di lavoro e sarà considerato assente ingiustificato, cosi come chi non si presenterà. In questo modo l’assenteismo si trasforma in una variabile imprevedibile, perché la mancata presenza sul posto di lavoro si potrebbe scoprire a pochi minuti dall’inizio del proprio turno. «Il rischio - precisa Burelli - è che l’impossibilità di raggiungere l’organico minimo indispensabile per mandare avanti un impianto, porti all’interruzione di una linea, provocando ritardi nella produzione o addirittura al suo blocco. A questo va aggiunto il tema, riportato in questi giorni dalla stampa, dei potenziali certificati di malattia rilasciati per i non vaccinati».

«Per quanto ci riguarda - dice Mauro Franceschini, Confartigianato - pensiamo che potremo trovare problemi nel controllo quotidiano soprattutto di chi lavora fuori dalla struttura. In quel caso, se non c’è il titolare che fa il controllo, non è chiaro se inviare il Green pass via Whatsapp o via mail è corretto e, comunque, ci deve poi essere la garanzia che venga cancellato per via della privacy. E poi c’è il rischio che manchino al lavoro figure professionali difficilmente sostituibili nelle aziende piccole». I primi controlli ufficiosi parlano di persone non vaccinate nella media nazionale. «Un 10, 15 per cento potrebbe rappresentare una percentuale importante nelle piccole aziende».

«Come Confapi eravamo favorevoli ai vaccini e ora siamo favorevoli al Green Pass - dice il presidente nazionale Carlo Salvati - stiamo spiegando l’importanza di vaccinarsi per tutti e anche per lavorare in un ambiente sereno in cui un lavoratore non si trovi in difficoltà nei confronti di un collega. Ci saranno difficoltà ma la strada da prendere è obbligata». Sul fronte sindacale c’è una totale condivisione delle posizioni nazionali: «Non si è avuto il coraggio o la possibilità di fare una scelta più drastica dal punto di vista legislativo. Ora non si scarichi sui lavoratori o sul sindacato il vuoto normativo. Noi stiamo invitando tutti a vaccinarsi, è l’unica cosa che possiamo fare», conclude Claudio Cipolla, segretario Cgil.

© RIPRODUZIONE RISERVATA