«In ostaggio della droga e delle siringhe lasciate dai tossici»

«In ostaggio della droga e delle siringhe lasciate dai tossici»
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Giovedì 29 Luglio 2021, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 13:17

PERUGIA - «Ma vi rendete conto che qui ci passano dei bambini?». Neanche questo richiamo a un minimo senso di responsabilità riesce a fare breccia. Perché sei schiavo della droga, dell’eroina da fumare o da “sparare” in vena, e solo quello conta. Quell’estremo tentativo di far ragionare le due giovanissime immortalate dal video di un residente, di cui ha dato conto Il Messaggero, mentre si stavano iniettando eroina in uno degli anfratti dei condomini della stazione ha fatto il giro del quartiere e fatto salire il livello dell’allerta e della rabbia. Perché il degrado impatta sempre più negativamente nella vita della persone.

Ed ecco che il ritrovamento di altre siringhe, e altro sangue, ieri pomeriggio sempre nella zona della stazione ha fatto ulteriormente salire l’allerta e la rabbia non solo in chi quelle siringhe le ha trovate ma anche in chi ha saputo di come gli schiavi dell’eroina continuino non solo a farsi senza ritegno ma anche a non tenere a mente i potenziali rischi che questi atteggiamenti possono comportare. Il ritrovamento, all’esterno di uno dei tanti condomini della zona della stazione, ripropone così con ulteriore forza il dramma di una realtà che sembra non poter trovare uno sbocco positivo. «Ecco, altre siringhe e altro sangue, qui in mezzo a tutti. In mezzo a persone perbene che vivono e lavorano da queste parti, in zone frequentate anche da bambini. Questo è quello che succede, questa è la situazione che si vive ogni giorno. Questo significa essere ostaggio dei tossicodipendenti e degli spacciatori da cui si riforniscono anche più volte al giorno».

Lo sfogo di un professionista che ha il proprio studio nella zona della stazione e che ieri, all’uscita, si è imbattuto nello “spettacolo” visibile a centro pagina è lo sfogo di chiunque viva in questa parte di città. Uno sfogo, consegnato anche in questo caso al Messaggero, che è un grido di rabbia e di sempre più crescente sfiducia nelle possibilità di raddrizzare una situazione di degrado sempre più difficile da sopportare. La voce concitata e stravolta dalla rabbia, al telefono, è la conferma di come la misura sia colma. Soprattutto perché, come nel video choc, ad essere protagonisti di questi comportamenti sono ragazzini. Perugini e dell’hinterland, «che stanno tutto il giorno in zona a drogarsi e combinare danni. Basta. Non se ne può più. Basta».

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