Sanità, serve il sì del ministero per tenere due aziende integrate a Perugia e Terni

Sanità, serve il sì del ministero per tenere due aziende integrate a Perugia e Terni
di Federico Fabrizi
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Mercoledì 17 Febbraio 2021, 10:15 - Ultimo aggiornamento: 10:22

PERUGIA - Sarà possibile mantenere in Umbria due aziende integrate Regione-Università distinte così come sono? Tradotto: sarà possibile mantenere l’assetto degli ospedali di Perugia e Terni così? Non decide solo la Regione, ma serve anche il parere del ministero della Salute.
Accanto alle varianti del virus, al numero di infermieri necessari a Perugia e ai vaccini da spedire, nel menù della giornata di ieri c’era anche la convenzione tra Regione e Università per la gestione di un pezzone della sanità umbra. Ministro, governatrice e rettore hanno parlato anche di questo. Sì perché Donatella Tesei e Maurizio Oliviero sono d’accordo ormai da un po’ sulle regole ed i principi che dovranno regolare i rapporti tra le rispettive parti, resta però un ostacolo da superare per arrivare alla firma. E per quel “salto” il ministero potrebbe essere decisivo.

La questione sta nei numeri: una o due aziende integrate? In gioco c’è l’ipotesi di riformare l’assetto attuale che viaggia con quattro aziende sanitarie - due ospedali e due Usl - per 900mila abitanti. La riduzione del numero di aziende sanitarie è stato uno dei cavalli di battaglia del centrodestra d’opposizione, oggi imboccare una strada del genere potrebbe significare un’azienda integrata Regione-Università più una grande Usl o addirittura un’unica maxi azienda “incastrata e integrata” con l’Ateneo per tutta l’Umbria. Entrambe le soluzioni rischiano di aprire l’ennesimo derby Perugia-Terni, che la giunta Tesei in questo momento si risparmierebbe volentieri, ma la decisione non dipende soltanto da Palazzo Donini.
Il ministro Speranza, infatti, ieri pomeriggio ha lasciato Perugia con la richiesta di 50mila vaccini, la preghiera di 500 sanitari, e con una domanda, un vero e proprio “quesito” che sarà girato agli uffici del suo dicastero: una regione sotto al milione di residenti, con un’unica Università può permettersi due distinte aziende integrate? Dai primi contatti, sarebbe emersa la necessità di una deroga alle norme, resta da vedere quanto percorribile.
Se la risposta non è scontata, c’è maggiore certezza sui tempi: un paio di settimane per ottenere un sì o un no. Poi Donatella Tesei e Maurizio Oliviero dovrebbero stringere per la firma e avviare la ridefinizione di alcuni assetti della sanità regionale. I due s’intendono su un punto: a costo di qualche sacrificio, guai ad evitare doppioni.

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