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Covid, altri 368 casi. Più contagi di un anno fa. Perugia, da oggi mascherine all'aperto in centro

Covid, altri 368 casi. Più contagi di un anno fa. Perugia, da oggi mascherine all'aperto in centro
di Fabio Nucci
3 Minuti di Lettura
Sabato 18 Dicembre 2021, 07:29 - Ultimo aggiornamento: 07:43

PERUGIA Si aggrava la situazione epidemica nella regione, con la curva che ha preso a salire progressivamente tornando ai livelli di inizio marzo 2021 e superando la situazione, a livello di contagi, di un anno fa. Nell’ultima settimana, 1.407 casi e uno scenario che lo stesso assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, ha definito «preoccupante». Al di là delle infezioni, che per ora lasciano al minimo l’incidenza delle ospedalizzazioni sul totale dei positivi, l’incognita è legata all’effetto che tale impennata avrà nei prossimi giorni sui ricoveri. Un bilancio di questa fase epidemica che la Cabina di regia ha sintetizzato in parametri che per lasciano l’Umbria a rischio moderato, con 168 focolai, incidenza a 167 casi per 100mila abitanti e un Rt in lieve crescita a 1,09.
La Regione parla di “forte crescita” nell’andamento dell’epidemia con 1.207 nuovi casi dal 3 al 16 dicembre, 800 nella scorsa settimana e 1.407 nell’attuale. Un’impennata di contagi che ha portato a 3.154 il numero degli attualmente positivi con l’ultimo dato registrato, riferito a giovedì 16 dicembre, presenta l’incremento maggiore, con 368 nuovi casi, oltre 100 in più rispetto al giorno precedente. «Tale scenario desta molta preoccupazione anche alla luce del presumibile aumento dei ricoveri ospedalieri che generalmente segue all’aumento di casi accertati», si osserva dall’assessorato regionale alla Salute, da dove il titolare Luca Coletto ha rivolto un nuovo appello. «I cittadini umbri hanno sempre mostrato grande responsabilità e a loro chiediamo che in vista del periodo natalizio mantengano alta l’attenzione sui comportamenti individuali e collettivi, riducendo il più possibile i momenti di aggregazione in luoghi chiusi, soprattutto in presenza di soggetti non ancora vaccinati». Un richiamo particolare ai giovani. «In questo momento sono i più esposti al contagio e durante le prossime vacanze sono chiamati ad evitare assembramenti e ad usare le mascherine anche all’aperto, ove è obbligatorio, preferibilmente le FFP2 che garantiscono una protezione maggiore dal virus».
A proposito di mascherine, dopo Perugia, Foligno, Amelia, Assisi e Terni, anche Orvieto ha disposto l’obbligo di mascherine all’aperto. Nel capoluogo si parte oggi alle 14 per questo fine settimana e per tutti i festivi e prefestivi in calendario fino al 6 gennaio nell’area dell’acropoli e fino alle 24. I Comuni dove i rispettivi sindaci hanno disposto l’obbligo di mascherine all’aperto sono anche tra quelli dove il contagio si sta concentrando più velocemente. Considerando l’ultimo aggiornamento del bollettino, ieri mattina, le città che hanno superato i 200 casi per 100mila abitanti in un giorno sono salite da 17 a 21 e di queste, sei hanno più di 15mila abitanti: Amelia, Spoleto, Gualdo Tadino, Assisi, Magione e Castiglione del lago. Casi in salita anche a Città della Pieve, Piegaro (incidenza record a 1.133), Spello e picco anche nel capoluogo con 84 casi censiti giovedì, con incidenza vicina ai 170 casi per 100mila abitanti.
Il report della Cabina di regia dà conto di una situazione aggiornata al 12 dicembre, precedente l’ultima espansione, ciononostante sono rilevati 168 focolai (+49), 1.778 casi in due settimane, uno su quattro non associato a catene epidemiche note. La valutazione del rischio e della probabilità di crescita repentina anche di degenti Covid resta “moderata”, ma anche in questa settimana si registra un’allerta, legata al crescente tasso di positività dei tamponi, escluso il retesting, passato dal 6 all’8%. I dati ospedalieri per ora tengono e giovedì sono stati segnalati tre degenti ordinari in più, 51 il totale, e un posto letto occupato in meno in terapia intensiva dove ora figurano 7 pazienti. I tassi di occupazione restano sotto la soglia di guardia: all’8% per la terapia intensiva, al 7% per l’area medica. C’è stata anche una nuova vittima, a Terni, la quarta nell’ultima settimana.

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