CORONAVIRUS

Amelia, cento giorni contro il Covid. Alvaro Angelucci, 74 anni, ha vinto la sua battaglia

Lunedì 1 Marzo 2021 di Francesca Tomassini
Amelia, cento giorni contro il Covid. Alvaro Angelucci, 74 anni, ha vinto la sua battaglia

AMELIA Cento giorni di ansia e lacrime per quel padre, nonno, marito in un letto d'ospedale, impegnato nella lotta contro il Covid. Oggi, il giorno più atteso, sospirato, desiderato, quello del ritorno a casa ad abbracciare i nipoti Pierpaolo, Annalaura, Giovanni e Matilde, nata proprio il giorno del suo ricovero. E' la storia di Alvaro Angelucci, settantaquattrenne di Amelia ospedalizzato per Covid-19 il 21 novembre scorso e dimesso oggi dal Santa Maria di Terni. Per festeggiare la vittoria contro la malattia e ringraziare chi ha assistito il padre in questi mesi, la figlia Natalia ha scritto una lettera indirizzata a tutto il personale ospedaliero.  

«Eccoci qua…al termine di un “viaggio” iniziato il 21 novembre 2020 -ha scritto- quando mio padre Alvaro Angelucci, è stato ricoverato per Covid presso l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni.
Scrivo, spinta da un sincero e profondo sentimento di stima, poiché è veramente difficile “mettere su carta” e spiegare le emozioni, gli stati d’animo, i sentimenti che ci hanno accompagnato in questi lunghissimi 100 giorni, ma, finalmente, siamo qui a condividere un’immensa gioia: le dimissioni di mio padre!»

Un esempio di umanità
«In un momento storico, in cui troppo spesso si sente parlare di malasanità in Italia, io e la mia famiglia, non abbiamo potuto fare altro che constatare l’elevato livello di competenze professionali e non solo…un vero e proprio “esempio di umanità” della struttura sanitaria pubblica.
Mi riferisco, in particolare, ai Reparti di Malattie Infettive, di Terapia Intensiva e U.g.c.a., dove mio padre ha compiuto il suo percorso, ricevendo tutte le cure, le attenzioni e l’amore da Tutto il Personale, indistintamente (primari, medici, capo sala, infermieri, fisioterapisti, psicologi…non vorrei dimenticare nessuno!) encomiabile ed ineccepibile sotto ogni aspetto!»

Restituito alla vita e agli affetti

«Restituire la vita ad una persona e a tutti i suoi cari -ha precisato-  è la missione più difficile che si possa compiere, ma i nostri medici ci sono riusciti ancora una volta e questa è la testimonianza che il lavoro di squadra, l’impegno, la professionalità, l’umanità…in una struttura sanitaria pubblica adeguata può sempre vincere…. Anche contro il nemico più subdolo!!!»

Un contatto quotidiano 

«La situazione, in cui viviamo -scrive ancora Natalia- non ci ha permesso di conoscerli personalmente, stringergli la mano e ringraziarli ad uno ad uno…Loro che sono entrati a far parte della nostra vita, con le loro voci, attraverso le telefonate quotidiane per informarci sulle condizioni di mio padre…Loro che lo hanno aiutato a fare delle videochiamate o videomessaggi (l’unico modo per vederci in questi lunghi e interminabili mesi!!!!) …Loro che lo hanno supportato nei momenti di sconforto, che lo hanno coccolato e fatto sorridere, permettendogli di arrivare alla fine del suo viaggio con grande serenità e consapevolezza…ecco a Loro tutti noi saremmo sempre grati!!!Grazie di cuore, con l’augurio che possano proseguire con altrettanto successo e soddisfazione il loro lavoro».

Grazie alla sindaca Laura Pernazza
«Ma grazie di cuore anche al nostro Sindaco Laura Pernazza -ha chiuso- che ci è stata sempre vicina, e che nel limite delle sue competenze amministrative, è sempre in prima linea nella lotta contro il Covid, sensibilizzando la cittadinanza a rispettare le norme vigenti in materia e grazie ai concittadini che s’impegnano ogni giorno per farlo, perché’ vi possiamo assicurare che questo nemico è subdolo e difficile da sconfiggere!
Per la nostra famiglia, sono stati 100 giorni di pensieri, lacrime, preoccupazioni e speranza…una situazione surreale in cui sei completamente impotente e non puoi far altro che aspettare e pregare!!!!
Papà è stato più forte e ha vinto!!!!...ma non abbassiamo la guardia!»

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