Afas Pallotta, in arrivo telemedicina e prestazioni infermieristiche

Venerdì 12 Aprile 2019
Gabriele Moretti, direttore Afas 1 Perugia
L’INTERVISTA
Il numero uno che la distingue la dice lunga sulla storia della farmacia di via della Pallotta, uno dei quartieri più dinamici e multietnici di Perugia. È qui che anziani e famiglie di varie nazionalità trovano servizi moderni e un’informazione puntuale e competente. Perché come sostiene il direttore di Afas 1, Gabriele Moretti, “i farmaci non vanno mai presi a cuor leggero”
Dottor Moretti, che effetto le fa dirigere una farmacia storica.
«Quella di via della Pallotta è una farmacia moderna ma con un grande vissuto alle spalle. Lavorarci è un grande orgoglio, perché è da qui che tutto è cominciato. La dirigo dal dicembre 2017 dopo anni di esperienza in altre farmacie Afas».
Come definisce il quartiere e la clientela?
«Il quartiere è diventato multietnico e si è sviluppato dal punto di vista urbano. Abbiamo tanti tipi di clienti: famiglie, anziani, giovani, professionisti, anche di varie nazionalità».  
Cosa consiglia per mantenersi in salute?
«Una corretta alimentazione è la base. Poi serve l’attività fisica, che può anche essere moderata ma è bene che sia costante. Gli screening periodici promossi da Afas sono un buon modo per occuparsi della propria salute. Inoltre, consiglio di sviluppare consapevolezza del farmaco: i farmaci non sono tutti uguali e non vanno presi a cuor leggero, anche quando sembrano innocui. Chiedere consiglio al farmacista non è mai superfluo».
Come mediare la facile informazione veicolata da internet?
«Il ruolo del farmacista è e rimarrà insostituibile: ci sarà sempre bisogno di una figura competente, preparata e di fiducia per dare risposte qualificate su salute e benessere. Noto con piacere che, dopo una prima fase dove internet ha illuso di potersi curare col fai-da-te, ora c’è maggior consapevolezza: finalmente le persone sanno informarsi e sanno capire anche quando è il momento di affidarsi alle competenze del farmacista».
Come immagina la farmacia del futuro?
«La vedo più comunicativa all’interno e all’esterno e più in sinergia con ospedale e medici di base, quasi fossero i vertici di un triangolo che mette al centro il cittadino. Una sanità meno ospedalizzata e più collaborativa è una sanità più efficiente».
Perché ha scelto di diventare farmacista?
«Amo rendermi utile, dare una mano a chi ne ha bisogno. È un impegno etico e sociale, da portare avanti ogni giorno».
Quali servizi distingue l’Afas 1?
«Abbiamo l’Angolo della salute e il BabyPitStop. A breve aggiungeremo prestazioni infermieristiche dietro richiesta medica e un servizio di telemedicina, che comprenderà holter cardiaco, holter pressorio ed elettrocardiogramma validato da un medico». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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