Costantino della Gherardesca: «Dopo Pechino Express uno show sulle tv di tutto il mondo»

Martedì 14 Aprile 2020 di Ilaria Ravarino
Costantino della Gherardesca: «Dopo Pechino Express uno show sulle tv di tutto il mondo»

Era iniziato l'11 febbraio, mentre l'Italia registrava i primi positivi al virus cinese e le battute sul nome del programma, Pechino Express, facevano ancora sorridere qualcuno. Dopo nove puntate, e più di un mese di quarantena, il reality di Costantino della Gherardesca arriva stasera su Rai2 alla conclusione, piccolo fenomeno della tv da lockdown: semifinale da record (2.535.405 milioni di spettatori, 9,40% di share), volti ritrovati (vedi Max Giusti), e un vincitore morale, della Gherardesca, alla guida del programma dal 2012.

LEGGI ANCHE Soleil Sorge, confessione dolorosa dopo Pechino Express

Cos'ha funzionato quest'anno?
«Le ricerche di mercato: il pubblico mi voleva più cattivo e chiedeva una gara più difficile. Lo abbiamo accontentato. E poi abbiamo intercettato interesse per la Corea del Sud. È uno stato moderno ed efficiente. Sono stati i primi a usare i tamponi».

Per Naike Rivelli, ex concorrente, il suo reality è finto. Cosa risponde?
«Evidentemente per lei Pechino Express è stata un'esperienza troppo difficile. Non è mica un programma per tutti. Detto ciò, c'è un controllo notarile sulla regolarità della gara: da sette anni un italiano che vive in Cina ci segue e controlla la corretta applicazione del regolamento. È tutto vero, disagi inclusi. O pensate che Max Giusti abbia pianto per finta?».

Il lockdown ha giocato un ruolo nel successo del programma?
«Il programma andava bene anche prima. Probabilmente ha sposato il bisogno di intrattenimento da parte degli spettatori, assediati dai bollettini di guerra. Tra la gente c'è voglia di evasione, voglia di conoscere il mondo e di esplorarlo».

Dopo otto anni di Pechino Express non le andrebbe di cambiare?
«Vorrei mettermi alla prova con un programma che racconti il mondo attraverso la tv. Mostrare pezzi di quella australiana, giapponese, sudamericana: la tv è lo specchio della società.

E ora che immagine riflette quella italiana?
«Quella di un Paese molto unito. Siamo tutti nella stessa barca».

E la Rai come si comporta? Ha fatto bene a fermare Ballando con le Stelle?
«Sì. Ma si farà appena possibile. Per me sarà dura prevalere sugli altri concorrenti. Ho scoperto di avere una gamba storta: quando ero ragazzino sono finito sotto una frana e poi in una piscina vuota».ì

Scusi, come ha fatto?
«Un servizio fotografico in una casa abbandonata in Australia. Era autunno, sono scivolato sulle foglie e sono finito nella vasca».
 


Della partecipazione a Celebrity Hunted che cosa salva?
«Francesco Totti, il calciatore più carino che abbia mai conosciuto. Ma come concorrente ruberei Claudio Santamaria».

Libri non ne scrive più?
«Ho La religione del lusso che doveva uscire a giugno: un viaggio sarcastico attraverso i capricci di personaggi epici della storia. Ma è tutto in forse: se è in dubbio l'uscita del romanzo di Elena Ferrante, figuriamoci quella del mio».

Ultimo aggiornamento: 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA