Turismo spaziale, Virgin Galactic riapre prenotazioni: prezzi raddoppiati, ma Branson regala 2 biglietti. 3 italiani in volo a settembre: chi sono

Turismo spaziale, Virgin Galactic riapre prenotazioni: prezzi raddoppiati, ma Branson regala 2 biglietti. 3 italiani in volo a settembre: chi sono
di Paolo Ricci Bitti
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Venerdì 6 Agosto 2021, 03:45 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 11:29

Volete diventare astronauti e non avete ancora prenotato con Virgin Galactic, la compagnia di Richard Branson che l'11 luglio ha vinto sul filo di lana la gara con Jeff Bezos di Amazon e Blue Origin per il lancio della nuova era del turismo spaziale? Ahi ahi ahi, la questione si complica se non siete fra gli oltre 600 facoltosi e pazienti terrestri che non hanno già versato dai 200mila a 250mila dollari. Fra loro anche tre italiani, oltre a star come Leo DiCaprio e Lady Gaga che a partire dall'anno prossimo raggiungeranno quota 85 chilometri durante un volo di un'ora e quarto con una decina di minuti dedicati a fluttuare nella cabina panoramica: sopra il nero assoluto dello spazio puntellato di stelle, sotto un terzo della Terra con la sua curvatura. 

Turismo spaziale, aumentano i prezzi

Ieri la Virgin Galactic ha annunciato di avere riaperto le prenotazioni che erano state bloccate nel 2014 dopo l'incidente causato da un errore di manovra che costò la vita all'astronauta-pilota Michael Alsbury, mentre il copilota Peter Siebold riuscì a salvarsi con il paracadute. Successivamente il programma, avviato nel 2003, ha conosciuto accelerazioni e stasi, ma finalmente l'11 luglio il primo turista della nuova era - ovvero lo stesso Richard Branson - ha fatto ripartire il conteggio fermo alle 7 persone che dal 2001 al 2009 soggiornarono sulla stazione spaziale internazionale al costo, a testa, di almeno venti milioni di dollari. A portarlì lassù la Nasa e Roscosmos, agenzie quindi nazionali, mentre adesso lo spazio è teatro delle astronavi di privati quali Branson, Bezos e, il più avanti di tutti, Elon Musk con SpaceX

Conquistate le ali da astronauta, sir Richard Branson, ovvero il primo baronetto astronauta, era al settimo e anche ottavo cielo: ha annunciato di voler democratizzare l'accesso allo spazio “perché chi riesce a fare l'esperienza di un volo spaziale (in questo caso tecnicamente suborbitale, ndr) diventa una persona migliore", che è poi ciò che hanno sempre detto le 586 (67 le donne) che dal 1961 ad oggi sono diventate astronauti, cosmonauti e taikonauti. Così ha intanto offerto due biglietti gratuiti a cui aderirà alle iniziative della compagnia di fundraising Omaze. Nel video lo stesso magnate-esploratore vi spiega come fare, anche se per ora l'Italia pare tagliata fuori dall'offerta.

E gli altri, compresi gli 8mila che nel frattempo hanno comunque versato una minicaparra di mille dollari in attesa che la biglietteria dello spazioporto America nel deserto del New Mexico riaprisse? Aprendo inoltre la strada anche alla base di Grottaglie Grottaglie, Taranto, dove si lavora per aprire la seconda struttura che ospiterà spazioplani e aeromadri di Branson grazie a un accordo con Agenzia spaziale italiana, Altec (Asi e Thales Alenia Space), Sitael e Regione Puglia.

Da ieri i candidati sanno che la toccata e fuga nello spazio costerà 450mila dollari a posto (finestrino). Poi saranno annunciati anche i prezzi per coppia, per famiglia e per gruppi (fino a 6 passeggeri per volo). L'addestramento di due giorni, il soggiorno nel futuro resort dello spazioporto, video e diploma sono inclusi così come la tuta blu dell'Under Armour. Delle bevande e del minibar per ora non è dato sapere.  

Ma questo è solo il primo annuncio e bisogna anche vedere l'effetto domanda/offerta: la domanda sarà alta, tanto che le previsioni indicavano un possibile aumento fino a un milione di dollari per biglietto e giusto qualche giorno dopo Branson, il concorrente Bezos avrebbe dovuto portare in volo con il suo razzo New Shepard per una missione di appena 11 minuti un tipo che aveva versato 28 milioni di dollari, salvo poi rinviare, perché la sua agenda quel giorno prevedeva un inderogabile impegno. Cifre stellari da far perdere la testa? Si calcola che solo negli Usa ci siano almeno 1,5 milioni di decamilionari (almeno 10 milioni in tasca) e 6 milioni di milionari - scusate tutti questi milioni - che comunque potrebbero spendere quei 450mila dollari senza rinunciare alle vacanze estive. Poi, nel mondo, di milionari in cui pescare aspiranti astronauti ce ne sono altri 20 milioni. 

La concorrenza fra Branson, Bezos e Musk (che potrebbe presto portare in orbita, in orbita attorno alla Terra, e non quindi solo in volo suborbitale, fino a 100 persone per missione) e degli altri che certo verranno farà forse calmierare i prezzi ma non prima del prossimo decennio. 

Intanto sempre ieri la Virgin Galactic ha annunciato di avere scritto sul calendario di settembre (verso la fine) anche la data della missione numero 23 che riguarda l'Italia che quel giorno passerà di botto da 7 (Malerba, Cheli, Guidoni, Vittori, Nespoli, Parmitano e Cristoforetti, quest'ultima pronta a tornare sull'Iss in febbraio) a 10 astronauti, pur con tutti i distinguo del caso. Malerba volò nel 1992 e quindi sono serviti 21 anni per avere 7 astronauti italiani, in un giorno solo a settembre ne arriveranno altri 3. E in attesa di prendere le ali da astronauta c'è anche Nicola Pecile, pilota ingaggiato da Virgin Galactic che già porta in volo l'aereo madre.

Con lo spazioplano di Branson voleranno due specialisti dell'Aeronautica militare e uno scienziato del Cnr, Consiglio nazionale delle Ricerche, attesi da un programma di esperimenti in situazione (per quanto breve) di microgravità. Una missione messa a punto con il coordinamento dell'Agenzia spaziale italiana. Fra questi esperimenti anche test sulle reazioni del corpo ai voli suborbitali che per ora decollano e atterrano nello stesso posto, ma che nel prossimo decennio potrebbero accorciare enormemente i voli di collegamento da un continente all'altro. 

Durante il lancio della riapertura delle prenotazioni il ceo di VG, Michael Colglazier, ex responsabile dei parchi divertimentu della Walt Disney, ha detto che i posti per le missioni scientifiche costano 600mila dollari ciascuno, anche se non c'è stato un riferimento diretto al volo degli italiani frutto di un accordo siglato a Washington nell'ottobre 2019.

Poi nella missione 24 voleranno tecnici della Virgin Galactic e forse anche l'ex ceo George Whitesides. Infine dalla missione 25, dal luglio 2023, si comincia con i turisti già prenotati ai quali si è aggiunto di recente anche Elon Musk, amico di Branson.

E' importante ricordare che i tre italiani in missione in settembre diventeranno ufficialmente astronauti perché compiranno esperimenti: proprio il 20 luglio, giorno della missione della Blue Origin che ha portato nello spazio lo stesso fondatore Jeff  Bezos, la Faa (Federal Aviation Administration) è corsa ai ripari per impedire la svalutazione della definizione di "astronauta" che viene evidenziata con la consegna delle ali (una spilla, per capirsi) così come avviene per i piloti di "normali" velivoli (ora anche di droni) civili e militari. Una cerimonia-tradizione (che la Nasa ad esempio non segue) che non comporta riscontri legali ma che certo fa il suo bell'effetto nel richiamare i futuri turisti spaziali che faranno un figurone sfoggiando quella spilla dorata. Un premio che tuttavia ora non è più così certo nonostante il prezzo del biglietto.

Per la Faa dal 20 luglio si diventa astronauti se durante la missione "ad almeno 80 chilometri di quota si effettuano dimostrabili attività che risultino essenziali per la sicurezza o che contribuiscano a migliorare la sicurezza dei voli spaziali umani". Una definizione non proprio incisa sul marmo anche perché poi la Faa apre alla possibilità di conferire lo status di astronauta in maniera onoraria (per ora non si sa con quali criteri). Ma, a ogni modo, un notevole paletto in attesa che i presunti e possibili astronauti - turisti spaziali si possano contare a migliaia ogni anno. Insomma Bezos, dopo tutto quell'ambaradam, potrebbe non avere diritto a quelle ali che ora porta appuntate sul petto, perché durante il suo volo (per di più su una navicella senza piloti che ha viaggiato quindi in maniera automatica) lui, con stivaletti e cappello da cowboy, e suoi ospiti hanno solo fatto i turisti. Tutto ok, per quanto riguarda le "ali" di Branson, in quanto la Faa non aveva ancora cambiato la norma e inoltre il volo della Virgin Galactic ha coinvolto dipendenti della compagnia (compreso lo stesso fondatore) impegnati a testare la navicella. Sono soddisfazioni.  

Paolo Ricci Bitti

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