Chiara, lady Tamberi: «Ve lo do io Gimbo»

Chiara, lady Tamberi: «Ve lo do io Gimbo»
di Giacomo Rossetti
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Martedì 3 Agosto 2021, 07:30

«La mia principessa azzurra», la definisce. E ancora: «Senza di lei non sarei qui». Proprio così. Senza Chiara Bontempi il primo agosto 2021 non sarebbe passato alla storia come una delle date più memorabili per lo sport italiano. O perlomeno, sarebbe stato un successo dimezzato: difficilmente Gianmarco Tamberi sarebbe riuscito a conquistare l’oro nel salto in alto se la sua fidanzata non lo avesse supportato ogni singolo giorno. Gimbo lo ha detto e ridetto dopo il trionfo di Tokyo: «Ringrazio la mia ragazza, perché ha anteposto la mia carriera alla sua vita». Parole non banali. Chiara ha scelto di dedicarsi completamente alla causa del suo fidanzato, che prima di partire per il Giappone le ha chiesto la mano, ottenendo la risposta sperata. Ventisei anni, di Ancona, la compagna del campione marchigiano è la “cortesia” fatta dal presidente del Coni Malagò a Gimbo: «Ho supplicato il presidente per la presenza di Chiara a Tokyo, perché per me i giorni prima della gara sono stati veramente difficilissimi. Nel mese di avvicinamento alle Olimpiadi ho vissuto una tensione allucinante, mi sentivo i brividi, ma avere lei al mio fianco ha alleggerito un po’ tutto quanto, e alla fine è stato davvero determinante».
SOGNO CHE DIVENTA REALTÀ

Chiara, dopo il delirio di due giorni fa, ieri ha potuto assistere finalmente al momento che entrambi attendevano da troppo tempo: la premiazione di Gianmarco, che ha potuto stringere tra le mani quel piccolo disco metallico tanto desiderato, «e il cuore mi è scoppiato di nuovo». A Chiara, invece, ha sorriso, nel vedere la simpatica gag tra Gimbo e il suo amico fraterno Mutaz Essa Barshim, con il fuoriclasse qatariota che ha messo la medaglia al collo all’azzurro e viceversa. «Ancora non ci credo, davvero, non mi rendo conto della portata dell’impresa di Gianmarco - ci racconta Chiara dopo aver assistito emozionata alla cerimonia di premiazione -. E’ un sogno che diventa realtà. Sono troppo contenta, io e lui in questo momento dobbiamo tornare un attimo sulla terraferma». E anche se sembra strano detto di un atleta che punta a stare per aria il più a lungo possibile, non c’è constatazione più veritiera: dopo cinque anni di sofferenza, ora Gimbo galleggia per la felicità. Chiara sa bene quanto se la sia meritata: «I momenti duri sono stati tanti. Lui non ha mai mollato, tutti i sacrifici fatti hanno portato a questo, quindi vuol dire che sono serviti a qualcosa, davvero finalmente si è reso conto che ne è valsa la pena, soffrire, lavorare duramente, non abbattersi, rialzarsi». Ecco, è il concetto fondamentale, che Gimbo lucidamente spiega: «Nel mio piccolo la storia di questa medaglia arrivata dopo tante lacrime e sofferenza - racconta -, è simile a quella del mondo che si rialza e cerca di ricostruire dopo quello che abbiamo passato. È un modo per dire di andare avanti». 
MATRIMONIO? CALMA
A proposito di andare avanti. L’atleta marchigiano e Chiara sono fidanzati da undici anni, da quando erano ancora adolescenti, e si conoscono a memoria. Per questo Chiara si ricorda bene, purtroppo, gli sviluppi che seguirono quel maledetto infortunio a Montecarlo: «Dal 2016 a oggi - racconta -, un momento particolarmente impegnativo è stato quando ha scoperto che la prima operazione non era bastata ed è dovuto tornare in sala operatoria». Ora quel dolore è alle spalle, mentre qualcosa di lieto attende: «La proposta di matrimonio c’è stata, la data è da decidere con calma: mi ha chiesto di sposarlo che mancavano due giorni alla partenza per i Giochi, quindi abbiamo messo da parte la questione e ci siamo concentrati sulle Olimpiadi». Quando le si chiede dove andranno in vacanza dopo il trionfo in Giappone, lei guarda Gimbo e gli rigira la domanda. «Adesso vediamo, non abbiamo programmato niente – svicola lui – Comunque al mare, come sempre». Chiara ride, poi torna seria: «Ci sono stati tutta una serie di ostacoli da affrontare, ma anche dei momenti belli. E’ stato impegnativo - e guarda il suo campione negli occhi - ma ce l’abbiamo fatta. Anzi, ce l’hai fatta». Ti sbagli Chiara, è anche merito tuo.

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