Ciclismo su pista, non solo Ganna: chi sono i quattro inseguitori d'oro

Ciclismo su pista, non solo Ganna: ecco i quattro uomini che hanno composto il quartetto
di Carlo Gugliotta
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Mercoledì 4 Agosto 2021, 12:26 - Ultimo aggiornamento: 12:34

Filippo Ganna è stato il vero trascinatore della nazionale azzurra verso la conquista dell'oro olimpico nell'inseguimento a squadre. Era l'uomo più atteso, soprattutto dopo il podio mancato per pochi centesimi di secondo nella cronometro, specialità nella quale è campione del mondo. Il piemontese ha letteralmente preso per mano la squadra sia in semifinale con la Nuova Zelanda, sotto i cui colpi di pedale i nostri sono riusciti a recuperare mezzo secondo, sia in finale con la Danimarca, dove il gap recuperato è stato di otto decimi. Un distacco enorme se si pensa che tutti i corridori viaggiano a oltre 60 km/h di media.

Tokyo 2020, chi è il quartetto del ciclismo oro olimpico nell'inseguimento a squadre

MILAN. Il quartetto azzurro a Tokyo 2020 è però composto anche dall'uomo del futuro della pista azzurra, Jonathan Milan, ragazzo classe 2000 alto un metro e 94 e cresciuto nel Cycling Team Friuli. Passato professionista quest'anno con il Team Bahrain Victorious, Jonathan è destinato a crescere sotto la guida di Elia Viviani e Filippo Ganna, potendo già vantare una medaglia d'oro olimpica all'età di soli 21 anni.

CONSONNI. L'inseguimento a squadre ha visto grande protagonista anche Simone Consonni, azzurro chiamato sempre a svolgere lavori di fatica per i propri capitani. Cresciuto ciclisticamente con Ganna in quanto i due correvano insieme nel Team Colpack, il lombardo è l'uomo di fiducia di Viviani nelle gare su strada, perché è chiamato a lanciargli le volate negli ultimi metri. Abituato alle folli velocità che si raggiungono sia su strada che su pista, anche Consonni non ha deluso le aspettative.

LAMON. Molto particolare è stato anche il compito che ha dovuto portare a termine Francesco Lamon, colonna portante del movimento azzurro su pista. In forza alle Fiamme Azzurre, in questa spedizione olimpica Lamon ha dovuto scandire il ritmo iniziale ai propri compagni. Un compito fondamentale per riuscire a fare una buona gara: il tecnico Marco Villa ha deciso quindi di puntare su di lui per permettere agli azzurri di trovare fin da subito la giusta cadenza di pedalata e volare verso quel sogno, la medaglia d'oro, che è diventato realtà.

 

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