Roma, corsa, continuità e assist: Florenzi si è ripreso la fascia

Domenica 15 Dicembre 2019 di Alessandro Angeloni
L’autogol con il Wolfsberger, quasi il baratro; l’assist che porta al gol del 3-1 di Mkhitaryan, la chiave per uscirne, forse definitivamente. Giovedi, poi domenica e Alessandro Florenzi si è visto passare davanti in appena tre giorni la sua carriera in giallorosso, stanotte potrà tornare al sorriso, abbandonando forse definitivamente i cattivi pensieri. Le accuse di Fonseca non erano certo per quel suo autogol contro il Wolfsberger, ci mancherebbe, può capitare, ma per un atteggiamento sbagliato (non solo il suo), di sufficienza, anzi di quasi sufficienza, cioè ancora meno. Cose che non abbiamo notato stavolta nella vittoria, seppur sofferta, contro la Spal, né in Florenzi né in altri giocatori messi sul banco degli imputati dal tecnico portoghese. Questi probabilmente hanno imparato la lezione. Ale stavolta ha fatto il suo, anche di più. Ha giocato con la testa giusta, ha corso su e giù per la fascia, onorando al meglio quella fascia da capitano alla quale lui tiene tanto ma che, non si sa per quale oscuro motivo, gli pesa addosso come una sassata di Lukaku. Ne ha ingoiate tante fino a oggi, il rapporto con Fonseca non è decollato subito, per tanto tempo si è visto passare davanti un fuori ruolo come Spinazzola e Santon, che il campo lo ha sempre visto poco. Stavolta è stato scelto come titolare, nel ruolo che ormai gli piace di più. Lui si è convinto di essere un buon terzino destro, se ne dovrà convincere Fonseca. Piano piano.   


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