ROMA

Roma, Tor di Valle lontana e insulti dei tifosi: Pallotta si è stancato

Venerdì 22 Novembre 2019 di Stefano Carina
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«Se qualcuno pensa di farmi scappare, questo non succederà. Sfortunatamente per loro non andrò da nessuna parte». A fine maggio, il presidente Pallotta - con una lettera ai tifosi giallorossi - spiegava i motivi di un’annata deludente, garantendo un rilancio del club. Dalle sue parole sembrava scontato con lui alla guida. Sei mesi dopo, lo scenario è mutato. Cosa ha portato a questa virata? Da un lato c’è l’annosa questione-stadio che ormai si trascina dal 2012. Anche le ultime parole del vicesindaco Bergamo a Radio Radio sulla convenzione («Non transigiamo sulla contestualità tra opere necessarie e realizzazione dell’impianto») lasciano intendere le diverse vedute tra le parti. Qualcosa poi s’è rotto con le contestazioni nate per l’addio di De Rossi. La protesta infatti ha toccato anche i familiari del presidente, con le sorelle costrette a chiudere la pagina del loro ristorante ‘Pallotta Sisters’ a Boston, a causa dell’invasione di insulti e recensioni negative provenienti dai tifosi giallorossi. Che non potendo contestare in loco il presidente, hanno iniziato una singolare protesta. Da Sydney a Miami, da New York a Parigi passando per Amsterdam, Salonicco, Copenhagen, Rio, Rabat, Stoccolma e Mosca, sono iniziati a comparire centinaia di striscioni con la scritta «Pallotta go home». Malcontento che, con la fine del campionato e lo tsunami-Totti, è continuata negli eventi sportivi di grande risalto mediatico (giro d’Italia, Tour e gara Nba tra Charlotte e i Celtics) e via web. Presi di mira l’account dei Boston Celtics, di cui Jim è uno dei soci, dell’Nba e addirittura la pagina Facebook del Massachusetts Institute of Technology, una delle più importanti università di ricerca del mondo. Eloquente l’hashtag: #SellAsRoma. 
QUANTO HA SPESO 
Un invito che Pallotta ha preso sul serio visto quanto accaduto negli ultimi giorni. Ma quanto guadagnerebbe l’imprenditore Usa dalla cessione del club? Per capirlo, bisogna analizzare quanto ha speso sinora. All’acquisto delle quote della Roma con successiva Opa (48,3 milioni; 32,2 milioni, invece, quelli finanziati da Unicredit), sono seguite tre tranche per il primo aumento di capitale (30, 14,55 e 23,45 milioni) l’acquisto iniziale del 9% di Neep da Unicredit (14 milioni) per poi comprare il restante 31% (33,5 milioni), 70 milioni per il secondo aumento di capitale, più tre finanziamenti soci diluiti negli anni (10, 10 e 8,4 milioni). Il totale è di 262,2 milioni (dati calcioefinanza.it). A questi, Pallotta aggiunge i 70 milioni già spesi nel progetto-stadio. In pratica punta a triplicare l’investimento.


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