Mourinho: «Parlo di progetto e non di titoli. Conte? Nessuno è paragonabile a Inter mia e di Herrera»

Mourinho, la conferenza di presentazione in diretta dalle 13.30 alla Terrazza Caffarelli
di Gianluca Lengua
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Giovedì 8 Luglio 2021, 13:10 - Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 10:20

Si è presentato con una frase rubata a Marco Aurelio: «Nulla viene da nulla. Nulla ritorna nel nulla». José Mourinho si è calato perfettamente nella città che lo sta ospitando dal 2 luglio, ha capito le esigenze dei tifosi e come comunicare con loro: «Voglio ringraziarli, mi sono subito sentito in debito, perché l’accoglienza è stata davvero emozionante. Come mi vedo tra tre anni? A festeggiare qualcosa», senza specificare cosa perché l’esigenza è quella di portare a Trigoria un trofeo che manca da 13 anni: «Noi parliamo di tempo, di progetto. Poteva essere una promessa troppo facile quella di portare un trofeo, la realtà è altra. Voi parlate di titoli, noi di progetto e di migliorare». Poi punge l'Inter senza mai nominarla: «I titoli arriveranno. La proprietà non vuole un successo isolato, ma arrivare lì e rimanerci. Sarebbe ancora più facile se tu vinci e non hai i soldi per pagare gli stipendi. Noi vogliamo essere sostenibili. Lavorando ci arriveremo», ha detto durante la presentazione sulla Terrazza Caffarelli davanti a oltre 70 giornalisti. 

Mourinho, la conferenza stampa di presentazione 

Mourinho Normal One

È un Mourinho poco Special, ma certamente più maturo, che non provoca e svicola le domande più pungenti come quelle sul mercato («Non ho parlato con nessuno, ci serve un terzino sinistro») lasciando la parola al general manager Tiago Pinto seduto accanto a lui: «È importante chiarire che abbiamo fatto insieme un’analisi della squadra, sappiamo di cosa abbiamo bisogno e che questo mercato è particolare. Lavoriamo ogni giorno per trovare la soluzione». A condire la conferenza un siparietto (si è alzato durante la domanda di un giornalista per rimuovere dei teli plastificati che facevano rumore) e una battuta velenosa a chi ha messo in dubbio le sue capacità di allenatore: «Con i miei ultimi tre club ho vinto: uno Scudetto con il Chelsea, tre coppe con il Manchester United e ho portato il Tottenham in finale. Quello che per me è un disastro, magari nessuno lo ha mai fatto nella vita. Ma se questa è la percezione, la colpa è la mia». 

Mourinho stupisce tutti: interrompe la conferenza, si alza e toglie i pannelli che fanno rumore

La stoccata ad Antonio Conte

E a proposito di stoccate, ne ha lanciata una ad Antonio Conte: «Ci sono degli allenatori nelle storie di club che non devi paragonare. In questo club si parla di Liedholm o di Capello non vanno mai paragonati. Nell’Inter non puoi paragonare me con Herrera». E su Cristiano Ronaldo ha scherzato: «Non si deve preoccupare di me perché non sono difensore centrale, sono troppo scarso e vecchio per giocare contro di lui». Sarà anche un Mourinho parafulmine che cercherà di lasciare Trigoria e i calciatori isolati dalle polemiche: «Per difendere i miei farò di tutto, per cercare io dei problemi ovviamente no. Mi voglio divertire e penso che ci possiamo divertire tutti. Non voglio la Roma di Mourinho, ma la Roma dei romanisti. Io sono uno in più insieme a tutti loro, nulla di più. La Roma di Mourinho non mi piace».

 
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