Fonseca lancia tanti “esordienti”, per Inzaghi c’è solo Reina

Fonseca lancia tanti “esordienti”, per Inzaghi c’è solo Reina
di Alessandro Angeloni - Emiliano Bernardini
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Martedì 12 Gennaio 2021, 07:30

Unico, ma quello di venerdì inevitabilmente sarà anche il primo o delle prime volte. Reali o desiderate. C’è chi debutta, chi lo gioca da veterano assoluto e chi, visto che non ci è ancora riuscito, spera di vincerlo. La Lazio conta meno novizi rispetto ai giallorossi. D’altronde Inzaghi ha più o meno la stessa rosa degli anni passati. E soprattutto i giocatori arrivati dal mercato non hanno conquistato lo status di titolari. Dal primo minuto ci sarà solo Reina. In panchina però si contano, invece, Escalante, Muriqi, Pereira, Anderson, Akpa Akpro e il giovane Armini inserito in pianta stabile in prima squadre e che come Cataldi è tifoso laziale. Per loro come per i romanisti Pellegrini e Calafiori il derby avrà un sapore molto più speciale. I biancocelesti annoverano anche il più “vecchio” del derby: Stefan Radu che venerdì farà la sua 19ª presenza. 
Molti più i debuttanti della Roma che in estate ha cambiato tanto. A partire dal presidente Dan Friedkin e suo figlio Ryan. In campo ci saranno Villar, Ibanez, Karsdorp, Carles Perez e Mkhitaryan, questi arrivato nel mercato dello scorso anno ma i derby li ha saltati entrambi. Il primo perché fu acquistato il giorno dopo la stracittadina che si gioco alla seconda giornata (il primo settembre), a gennaio invece era infortunato. In panchina ci sono anche Kumbulla e Borja Mayoral che i giallorossi hanno soffiato alla Lazio nel mercato estivo. Spera di vincerlo per la prima volta Fonseca che ne ha giocati due ottenendo due pareggi. Entrambi per 1-1. E se i romani scarseggiano non si può dire lo stesso degli spagnoli. Di scuro è il primo che ne conta così tanti. Nove in totale: quattro nella Lazio e cinque nella Roma. Tra i biancocelesti ci sono Reina, Patric, Luis Alberto e Milinkovic. Già Sergej è nato a Leida in Spagna e dunque ha la cittadinanza spagnola. I giallorossi contano, invece, Pau Lopez, Villar, Carles Perez, Borja Majoral e Pedro. Sarà anche la prima volta che si giocherà nell’assoluto silenzio. Niente sfottò e cori solo le voci dei protagonisti in campo. Vincerà chi riuscirà a farla più grossa.

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