Lazio, Parolo: «Se usciamo dall'Europa League, mi girano le scatole»

Mercoledì 27 Novembre 2019 di Valerio Cassetta
Non vuole uscire dall’Europa League, Marco Parolo. Il centrocampista della Lazio, alla vigilia del match con il Cluj, parla da leader in conferenza stampa. Domani all’Olimpico dovrebbe giocare dal primo minuto:

Insidie. «Non lo so, secondo me è una partita da vincere. Io gioco per vincere come tutti i compagni. Ci siamo allenati con lo spirito giusto. Anche se dovesse giocare chi lo ha fatto meno finora, dobbiamo cercare di dare un segnale di costanza nella crescita. C'è voglia di fare bene, la vedo così». 

Eliminazione. «A me, se usciamo, girano le scatole. È una competizione bella, le partite perse col Celtic ti insegnano che bisogna stare attenti a ogni particolare in Europa, dove trovi giocatori di qualità maggiore che ti possono fare male. Il Celtic aveva tanta forza nelle ripartenze. Sono test importanti. Se dovessimo uscire, allora il campionato diventerà l'obiettivo principale. L'obiettivo è arrivare a maggio in questa posizione».

Leader. «Era il mio obiettivo, quando sono arrivato qui, potermi affermare e dare un contributo a questa società negli anni. Il percorso generale, grazie a tutti, ci sta permettendo di essere una squadra che può competere per posizioni alte. Essere un rappresentante di questa squadra è un motivo di orgoglio». 

Futuro. «Rinnovo? Fino a questo momento non c'è stato nessuno incontro. Quando succederà, non lo so. L'importante è essere chiari. Ora mi sento importante per la società e per la squadra. Il mio obiettivo è continuare a giocare a calcio, se posso continuare a dare il mio contribuito sono felice di rimanere qui. Non vorrei mai essere un peso per quello che mi ha dato».

Mercato. «I nuovi stanno crescendo, Manuel (Lazzari, ndr) è quello che spicca di più perché conosceva già il campionato. Allenamento dopo allenamento vedo che tutti gli altri stanno facendo progressi. Siamo un gruppo forte. Facciamo allenamenti di altissimo livello, aiutano poi nelle prestazioni durante la partita. Quando c'è stato un gruppo così, abbiamo sempre fatto bene. È il segreto insieme alla qualità dei singoli che fa sempre la differenza».

Consapevolezza. «Non lo so, se stiamo acquisendo consapevolezza o se ce l'abbiamo già. Abbiamo vinto nel finale perché c'è voglia e perché stiamo lavorando bene. Poi siamo sempre stati “bravi” a cadere all'improvviso. Potrà dire solo alla fine se saremo stati maturi. Abbiamo sbagliato il secondo tempo col Cluj e il primo con l'Atalanta, c'è sempre stato in campo l'atteggiamento giusto. Poi a volte il risultato non arriva, ma la maturità passa per le prestazioni e il modo di lavorare, alla lunga i risultati arrivano».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Sturni, Stefàno e Frongia: la corsa nel M5S che verrà

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma