Lazio, Lotito vuole Sarri alla Ferguson

Lazio, Lotito vuole Sarri alla Ferguson
di Alberto Abbate
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Mercoledì 3 Novembre 2021, 01:18

Carta bianca su tutto, alla Ferguson. Allenatore-manager, è questo il progetto. Tutto ruota intorno a Sarri e al suo navigato talento tecnico-tattico. Lotito una settimana fa gli ha offerto il rinnovo per altri due anni (sino al 2025), non solo per dare un segnale di solidità della panchina a tutto il gruppo, ma perché il presidente è rimasto colpito anche dall’intuito di Maurizio sul mercato. Sarri non chiede mai la luna, sa scovare occasioni a costo zero. È successo col ritorno dell’ex Felipe Anderson (1148’, il più spremuto), ma soprattutto con Pedro. “Scarto” di Mourinho, a 34 anni invece lo spagnolo è ancora campione vero, in grado di risollevare la Lazio fuori e dentro al campo. Mediatore nella vicenda Luis Alberto, ormai suo grandissimo amico, e goleador in una settimana fra la Fiorentina e Bergamo.

È l’exploit di ottobre per Pedro, anche l’anno scorso segnò contro Udinese e Benevento, salvo avviarsi poi a un lento declino. Stavolta però lo spagnolo ha lavorato tutta l’estate (dieta specifica) per avere un altro ritmo. Fra i più utilizzati della rosa (948’in campo), anche domani sera alle 21 sarà titolare a Marsiglia, va decifrato il ruolo. Esterno o addirittura falso nueve, dipende da Immobile in bilico per acciacchi vari e un’influenza intestinale che ieri gli ha fatto saltare l’allenamento. Stamattina Ciro farà il provino e, solo in caso di forfait, Sarri studierà il piano alternativo. La verità è che il mister non si fida di Muriqi e vorrebbe sostituirlo con un altro attaccante a gennaio. Non è un capriccio, è stato valutato prima di essere bocciato così come Escalante e Vavro, ormai fuori dal progetto. Ora Lotito si fida perché ha capito che Sarri non ha nessun pregiudizio. Vedi Patric e sopratutto Cataldi, rivalutato in casa nonostante l’allenatore avrebbe voluto Torreira in estate dal mercato. In quello invernale lascerebbe partire qualche big (ci sono Inter e Tottenham su Lazzari, occhio sempre a Luis Alberto) pur di arrivare ad altri giocatori più funzionali al suo gioco. 

APPUNTAMENTO

Tare avrà tanto lavoro, poi a giugno (è in scadenza nel 2023) pure il ds potrebbe rivalutare il suo futuro: la Germania continua ad avere un forte richiamo. Ecco perché il tecnico potrebbe avere un potere più ampio. Dovrà decidere se accettarlo da Lotito, a cui durante la sosta chiederà pure un difensore centrale subito: non può certo bastare Kamenovic, già rimandato ad Auronzo, anche se la Lazio ha promesso all’agente Kezman di tesserarlo. C’è il futuro di Milinkovic in ballo, ma anche un posto da extracomunitario che Sarri avrebbe voluto occupare con Kostic, prima dello sbarco dell’alternativa Zaccagni, tormentato dagli infortuni e ancora out. Serve come il pane un altro esterno, perché Raul Moro è acerbo e Luka Romero non è ancora pronto.

La priorità di Sarri resta però una mezzala alla Loftus-Cheek, aggressiva, con tanto fisico. Andrà sciolto pure il nodo portiere a fine anno: in Europa tornerà fra i pali Strakosha, il “fedele” Reina è il titolare in campionato, ma il mister avrebbe voluto Kepa in prestito. Nel prossimo appuntamento con Lotito, vuole vederci chiaro su tutto. Anche se non è solo questo il motivo per cui non ha ancora accettato il prolungamento. A Roma sta bene e si sta divertendo, ha già un contratto sino al 2023 e preferirebbe – come ha già detto – valutare i suoi stimoli e le sue energie psico-fisiche di anno in anno. Eppure Maurizio ha ancora 62 primavere, allo United Sir Alex ha smesso a 71. 

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