Lazio, Inzaghi: «Non mi fido del Milan. Vogliamo sfatare il tabù»

Sabato 2 Novembre 2019 di Valerio Cassetta

Vuole sfatare un tabù lungo 30 anni, Simone Inzaghi. Il tecnico della Lazio, alla vigilia del match in trasferta contro  il Milan, parla del momento che sta vivendo la squadra. La vittoria a San Siro manca dal 1989:

Maturità. «Affrontiamo una squadra forte come il Milan, che l'anno scorso è arrivata quinta. Ha perso Cutrone e ha comprato cinque giocatori di assoluto valore. Hanno allestito una squadra per migliorare il quinto posto. Hanno perso qualche punto finora, ma giovedì sera hanno fatto una grande gara. Servirà una partita di personalità, a San Siro è necessaria».

Aspettative. «Se mi fido del Milan? Assolutamente no. Hanno tenuto la rosa dell'anno scorso, non hanno perso pezzi pregiati, solo Cutrone e ne hanno aggiunti cinque». 

Attacco. «Penso che Immobile sia supportato alla grande dalla squadra, che fa di tutto per esaltare le sue qualità. Lui non si tira mai indietro, prima del Torino avevo chiesto altri gol, sono arrivati quelli di Acerbi e quello di Luis Alberto. Devono segnare un po' tutti, ma siamo contenti di ciò che sta facendo Ciro».

Calendario. «Siamo agli inizi. Ci sono tantissime partite da qui alla fine e saranno importanti, questo è un ciclo importante. Domani col Milan troveremo una squadra di valore, con un ottimo tecnico e un pubblico caloroso». 

Bomber. «Se si parla poco di Immobile? Penso di sì, ha battuto tutti i record con la Lazio. Penso possa fare di più, ce l'ha nel sangue, la Lazio la sente come casa sua. Stimato da tutti, ambiente, staff e tifosi. Lo vedo sempre voglioso, nonostante i 29 anni ha voglia di migliorarsi». 

Tabù. «L'anno scorso c'era da batterlo soprattutto nella semifinale di Coppa Italia. Erano due partite ravvicinate, era più importante quella in Coppa, in campionato perdemmo, giocando bene. Un tabù da sfatare, faremo il massimo. In questi 3 anni e mezzo abbiamo fatto meglio quando abbiamo messo in campo personalità. È ciò che chiedo alla squadra».

Avversari. «C’è stima per Pioli, io ero in Primavera, lui in prima squadra quando era alla Lazio. Un allenatore preparato, dà organizzazione. Correa? Sono contento di lui, è un grandissimo lavoratore, si mette al servizio della squadra, è importante per noi, sa che abbiamo bisogno di lui. L'ho visto voglioso, penso farà una grande partita». 

Arbitri. «Var? Io non ne parlo più, me l'ero ripromesso. Abbiamo fatto scuola, ci abbiamo rimesso sulla nostra pelle. Il Var è uno strumento che va usato, è giusto sui fuorigioco e i dati oggettivi. Abbiamo una classe arbitrale valida, devono rimanere loro a decidere, sapendo che possono essere più tranquilli con la tecnologia alle spalle».

Scelte. «Questa è la quinta partita ravvicinata, domani valuterò, i ragazzi sembrano aver recuperato bene, ma ho dei dubbi. I dati di Immobile sono schiaccianti: Ciro, Correa e Caicedo devono migliorare nel lavoro senza palla. Sono generosi, rispetto all'anno scorso lavorano di più per la squadra. Nella fase di non possesso possono migliorare».

Ultimo aggiornamento: 14:51


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