Lazio, Felipe di corsa. Luis Alberto in ritardo

Lazio, Felipe di corsa. Luis Alberto in ritardo
di Alberto Abbate
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Lunedì 12 Luglio 2021, 22:36 - Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 07:30

Finalmente i vip in ritiro. Prima Felipe Anderson, poi Luis Alberto. Salvo sorprese, ci siamo. Il grande ex è atteso oggi alle 13 per le visite in Paideia e poi in serata ad Auronzo: ha evitato la quarantena con uno scalo, si può allenare perché il West Ham non ha nulla da perdere (3 milioni compensano gli ultimi 3 dei 34 dovuti dagli inglesi dal 2018) sul suo cartellino. Lo spagnolo sta cercando un aereo privato per atterrare domani a Ciampino, poi sotto le Tre Cime di Lavaredo e far rientrare il caso. Sarri vorrà parlarci comunque a lungo per capire cosa gli è passato per il cervello. Lo considera un valore aggiunto, ma dovrà togliersi dalla testa ogni grillo d’adeguamento o d’addio. Non è arrivata nessuna offerta vera sul tavolo di Lotito, nonostante i rumors dalla Spagna di Villarreal e Atletico. Nemmeno il Milan ha fatto alcun passo, la Juve lo monitora nel caso in cui non arrivasse a Locatelli in quel ruolo. Perché potrebbe mettere il redivivo Federico Bernardeschi e Daniele Rugani sul piatto. Un esterno e un difensore che potrebbero servire alla Lazio, anche per sbloccare l’indice di liquidità, che imprigiona ancora il baby Kamenovic (considerato un centrale comunque da Sarri) a Formello, le ufficializzazioni e tutto il resto del mercato. Vavro in difesa è stramotivato e in spolvero («Che bello lavorare lavorare con Sarri col pallone»), ma il suo futuro resta in bilico.
RINNOVO 
Caviglia al vento e sorriso acceso. Luiz Felipe è un altro nuovo acquisto. Ha già firmato sino al 2025 il rinnovo, solo per suoi motivi personali manca l’annuncio. Poco importa si sottoponga ancora a terapie conservative, due ore prima di ogni allenamento. Nessuno se n’è accorto allo Zandegiacomo perché in campo sembra già rinato. Abbraccia Sarri manco fosse il suo miglior amico perché è ammaliato dalla nuova filosofia del tecnico: «La difesa è il miglior attacco. Il pallone va mangiato. Dobbiamo uscire palla al piede senza aver paura dell’avversario». È sempre stato pure il credo del brasiliano, in tre giorni di ritiro lo sta dimostrando. C’è sempre lui nella difesa titolare al centro con Radu. Aveva subito 55 gol, l’anno scorso, la retroguardia della Lazio, Maurizio – aspettando Acerbi - sta costruendo la nuova linea a quattro. Ogni mattina sembra ormai un rito: lancio lungo, stop del centrale e ripartenza all’assalto. Gli altri tre dietro (terzini compresi), senza pallone, devono stringere e convergere a chiudere il buco: «Non ti fermare mai Marusic, il pallone va accompagnato anche quando finisce in angolo». Deve preoccuparsi Lazzari, nonostante le belle parole di Sarri. Perché al momento parte fra i rincalzi. 
FEDELISSIMO
A destra c’è Marusic, a sinistra il pupillo soldato (243 presenze con Mau) Hysaj: «Conosciamo perfettamente il mister, io ed Elseid – assicura Reina - e cercheremo di accorciare i tempi d’apprendimento di una filosofia totalmente diversa da quella di Inzaghi. Bisognerà avere pazienza, ma quando si capiranno le idee di Sarri, il suo calcio sarà una gioia per gli occhi. L’obiettivo è far arrivare a giocare la Lazio come giocava una volta il Napoli». Già sugli spalti compare lo striscione dei tifosi “Affumichiamoli”. Mau toglie la cicca dalla bocca ed è delirio già alla firma dei primi autografi. Applausi anche per Reina che vola sui tiri all’incrocio dell’inossidabile Grigioni. Pepe viaggia verso la titolarità fra i pali. «Non ci ha ancora detto nulla il mister, ma il portiere deve comandare e dare sicurezza da dietro coi piedi, ancora di più con Sarri». Così Strakosha può già alzare i guantoni.

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