Da Cataldi a Muriqi nella Lazio sono in tanti in cerca di riscatto

Da Cataldi a Muriqi nella Lazio sono in tanti in cerca di riscatto
di Daniele Magliocchetti
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Lunedì 29 Marzo 2021, 07:30

Un’occasione da afferrare al volo. L’ultimo treno per restare in sella e conquistare un posto nella Lazio del futuro. Undici partite per convincere, dare una sostanziosa mano per la ricorsa Champions e trovare la conferma. Almeno in otto sono in ballo, forse qualcosa di più. Alcuni sono casi disperati, quasi al limite e di chance ne hanno davvero poche, come Hoedt e Musacchio, ma mai dire mai. Altri invece sono calciatori che hanno avuto poco spazio, ma che danno la forte sensazione di poter essere importanti e preziosi. 
TALENTO SPRECATO
Il caso più emblematico è Andreas Pereira, il brasiliano-belga del ’96, scuola Psv-Manchester United, che fino ad ora, nonostante ci siano state ben trentotto partite sul calendario, tra campionato e coppe, abbia collezionato appena 613 minuti a fronte di 25 presenze. Una miseria considerata l’esperienza e il bagaglio tecnico del giocatore che, ogni volta che è stato chiamato in causa, ha dato prova di poter essere uno su cui puntare decisamente. Il riscatto è una cifra alta che raggiunge i 27 milioni, ma ci sono alcune postille sul contratto che farebbero abbassare la somma di due o tre milioni. La Lazio, che ha la priorità su altri club, lo vorrebbe trattenere, lui, nonostante abbia giocato poco, vuole restare. Di recente ci sono state telefonate tra i due club e non sono escluse sorprese come quella di rinnovare il prestito (pagando) o trattare a cifre più ragionevoli il riscatto e acquistarlo, magari dopo la cessione di un giocatore, vedi Correa. Il rapporto, comunque tra Lazio e United, è ottimo, ogni scenario è possibile. Un altro che è sulla bocca si tutti è il kosovaro Muriqi. Su di lui pesano come un macigno i 18 milioni di euro spesi per prenderlo dal Fenerbaceh. Ma come per Pereira la sua gestione non è stata proprio eccellente, anche perché, visto il suo primo anno, non è semplice imporsi, giocando col contagocce o entrando nei minuti finali. Le sue responsabilità ci sono, soprattutto per i soldi investiti, ma le attenuanti non gli mancano affatto. In Turchia si parla di un suo ritorno in patria, di liti tra la sua ex squadra e il Galatasaray, ma sono tutte “bufale”, la Lazio non ha alcuna intenzione di cederlo. Anche lui però dovrà sfruttare gli ultimi due mesi per mettersi in mostra e far vedere qualcosa di più. Discorso identico da applicare a Fares che, come Muriqi, ha avuto problemi, ma che fino ad ora ha fatto vedere poco.
QUASI SULLA PORTA 
Chi spera nelle prossime undici partite di far ricredere l’ambiente e la società sono Hoedt e Musacchio. Il primo è stato voluto a ogni costo dall’allenatore e dopo un buon inizio ha sofferto. L’argentino, la cui conferma non è legata alla quantità di presenze, è un mistero. Gioca bene e convince nelle prime gare, poi fa un errore col Bayern e sparisce. Merita qualche chance in più, anche perché se Luiz Felipe dovesse rientrare potrebbe addirittura saltare prima della fine della stagione. Da verificare per bene anche Cataldi, stagione oscura, per lui appena 392 minuti, ma anche Strakosha. Qui però è tutta gestione e decisione di Inzaghi. Ai saluti Lulic, Radu rinnova e, forse, anche Parolo. E qui, non ce ne voglia un campione come Marco, ma la Lazio deve ringiovanire e puntare altro Si vedrà.

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