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Italia-Inghilterra, Mancini: «Gli esclusi? Chi gioca in Nazionale deve averne voglia sempre»

Il ct alla vigilia della gara contro gli inglesi: «Giochiamo contro una formazione giovane e forte, anche se viene da qualche sconfitta. Gabbiadini? Serviva un mancino»

Italia-Inghilterra, Mancini: «È un momento delicato, ma basta lamentarci, dobbiamo reagire»
di Alessandro Angeloni
3 Minuti di Lettura
Giovedì 22 Settembre 2022, 13:20 - Ultimo aggiornamento: 15:35

Vigilia di Italia-Inghilterra, penultima di Nations League. L'Italia balla nella classifica del girone, può ancora arrivare prima o addirittura retrocedere in Lega B. Domani c'è l'Inghilterra a San Siro, lunedì trasferta in casa dell'Ungheria, battuta a Cesena lo scorso giugno. Roberto Mancini riparte, ma deve combattere con le assenze e la ricostrizione di un'Italia che non parteciperà al Mondiale in Qatar. «Partita sempre bella, c'è entusiasmo, per forza. Tonali? Vediamo per Budapest, ma è difficile».

Il modulo una volta era chiaro, ora no.

«Abbiamo un sistema di gioco, ma non è quello che ti fa vincere. Non cambia molto giocare a tre o quattro, ma ci sono tante defezioni e dobbiamo valutare. Noi abbiamo comunque una identità. Non esiste un modulo vincente, uno deve adattarsi ai calciatori che ha. Quando abbiamo costruito la squadra quattro anni fa, avevamo giocatori tecnici e bisognava avere il controllo del gioco, oggi possiamo fare altro, ma dipende sempre dai calciatori che sono a disposizione».

Gli altri ct vincenti e non di altri sport?

«Ho fatto i complimenti a tutti, da De Giorgi a Pozzecco, sono stati tutti bravi. Lo sport italiano dà sempre soddisfazioni e non si può sempre vincere».

Preoccupato per la sfida con l'Inghilterra?

«È un momento delicato, ce ne mancano tanti, ma non sono preoccupato. L'Inghilterra sta meglio, abbiamo le possibilità di disputare una buona gara».

L'Europeo?

«Resterà nel palmares, purtroppo abbiamo molti problemi ma non possiamo stare qui ogni volta a denunciare, bisogna reagire e trovare soluzioni».

La Nations League in passato è servita a una crescita, mentre ora?

«Siamo in ballo per andare alla fase finale, ci proviamo. Andare alle Final ci darà sicuramente più gioia. La squadra ha spirito di gruppo, che ci ha sempre contraddistinto. Dobbiamo cercare di giocare bene, questa è sempre la cosa migliore. Giochiamo contro una formazione giovane e forte, anche se viene da qualche sconfitta. Per me è una delle migliori al mondo».

Donnarumma e i fischi di San Siro?

«Il calcio è emozione e a volte uno fischia perché si è sentito tradito. I tifosi del Milan amavano Gigio ed è normale che ora ce l'abbiano con lui. Certo, sarebbe meglio non fischiare in queste partite della Nazionale».

Gabbiadini mancava da cinque anni, perché lui e non altri? 

«Lo avrei chiamato anche prima, ma era sempre stato male. Serviva un attaccante di piede sinistro, sta bene, vediamo se avrà opportunità di giocare. Credo che i giocatori debbano avere voglia di venire in Nazionale sempre, e restarci anche in situazioni non semplici».

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