Biraghi: «E' un'Italia forte, col giusto mix fra giovani e veterani»

Mercoledì 20 Marzo 2019 di Mario Tenerani
Cristiano Biraghi difensore della Fiorentina e della Nazionale
Biraghi, il viola che in un anno e mezzo dalla retrocessione col Pescara si è preso prima la Fiorentina e poi l’azzurro. «Ora cominciano le partite vere, ma siamo pronti. Abbiamo giocatori di grande esperienza che possono trascinare i giovani».

Partiamo dal suo gol gol importante alla Polonia?
«Al di là di tutto era giusto vincere. Quella è stata la gioia concreta. Poi io non essendo abituato a segnare tanto...».

Le fa effetto pensare ai grandi terzini azzurri?
«E' difficile arrivare a somigliare a quei campioni perché è difficile arrivare a quei livelli».

Vicenda cori vergognosi a Cagliari. Che ne pensa?
«Sono sbagliati in generale, atteggiamenti che non si possono più accettare, macchiano uno sport bellissimo. Si devono vergognare perché danno un pessimo esempio ai bambini, noi grandi invece dobbiamo dare la giusta direzione. Purtroppo il diritto di parola tra l’altro da questi problemi... Ricordiamoci anche pero che la maggior parte dei tifosi sanno seguire la propria squadra. Vanno isolati questi  comportamenti».

E’ vero che non sapete più difendere in Italia...?
«Non credo, Io comunque curo la fase difensiva. Devo migliorare. Ogni giocatore ha le proprie caratteristiche. Io prediligo la fase offensiva. Ma so so anche quali miglioramenti ho fatto». 

Con Mancini lei sembra trovarsi molto bene. 
«Il ct è bravo a collocare le giuste caratteristiche di ogni giocatore nel collettivo. Per me va benissimo, ma credo vada bene a tutti. Un modo di giocare che rispecchia la squadra. Siamo aggressivi, difendiamo alti». 

Juventus-Fiorentina di calcio femminile valida per lo scudetto. Movimento in crescita?
«A Firenze noi seguiamo tanto il calcio femminile, non solo perché sono viola, ma perché in generale il movimento sta crescendo».

La concorrenza con Spinazzola?
«Per me più c’è e meglio è. Si alza il rendimento. Io direi che è un modo anche per aiutarsi».

Ieri è stata celebrata la Santa Messa di suffragio in ricordo di Davide Astori. Che momento è stato?
«Di grande raccoglimento e riservata, per tanto preferisco custodire per me le emozioni».

La Nazionale la aiuta a dimenticare il brutto periodo viola?
«Qui penso solo all’azzurro. A Firenze è un momento particolare, il peggiore degli ultimi due anni. Noi viola pensiamo solo al campo e non alle altre polemiche. Dobbiamo tirarci fuori da questa situazione non positiva».

Lei un anno e mezzo fa era retrocesso col Pescara in B e adesso è fisso in Nazionale...
«Io ci ho creduto sempre anche quando ero solo. Forza interiore e crederci sempre come da bambini quando sogni di diventare calciatore. Sono stato fortunato ad arrivare alla Fiorentina che apriva un ciclo. In giro non c’erano molti terzini sinistri. Poi bravissimo Pioli a lavorare su di me dal punto di vista mentale e tattico».

Lei torna a Udine...
«Per noi della Fiorentina è sempre dura quando sentiamo la parola Udine (la Nazionale alloggerà nel solito hotel dove il 4 marzo 2018 morì nel sonno Davide Astori, ndr). Dobbiamo andare avanti ricordando il percorso umano di Davide, a me personalmente ha insegnato tanto».

La sfida con Finlandia come si presenta?
«Squadra tosta e poi l’Italia ha sempre sofferto con le formazioni nordiche. Ma dobbiamo ricordarci che siamo forti». 

Come sta Federico Chiesa?
«Ha un problema al pube, ma sta convivendo col dolore. Per noi è normale, non giochiamo mai senza nemmeno un dolorino. E alla Fiorentina ci sono ottimi medici».

Parliamo di mercato e di Chiesa?
«No, mi rifiuto. Siamo in Nazionale e pensiamo a Euro 2020, stop. E a Firenze dobbiamo invece pensare a risolvere i nostri problemi».

E’ una Nazionale completa?
«Certo, perché ci sono giocatori esperti in grado di trascinare i giovani».


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