Vuelta, Nibali attacca ancora e rosicchia 4” a Froome. Tappa a Majka

Sabato 2 Settembre 2017 di Francesca Monzone
Vincenzo Nibali
Tutto negli ultimi dieci chilometri di una tappa della Vuelta ricca di suspance e di grande tatticismo. Rafal Majka, ventottenne scalatore polacco della Bora Hansgrohe, ha vinto la frazione numero 14 imponendosi per distacco su Miguel Angel Lopez, ventitreenne dell’Astana, mentre Vincenzo Nibali ha chiuso in terza posizione a 31” anticipando Chris Froome e rosicchiando 4 preziosi secondi in classifica. Froome resta al comando della classifica generale ma Nibali si avvicina a 55".

Majka in salita, a 10 chilometri dall’epilogo, ha attaccato mentre il gruppo era dietro, 1’18” distante e con Rui Costa alle sue spalle. Erano rimasti loro i superstiti della fuga di giornata. Dietro, c’erano i big, c’era Nibali, Aru, Froome e Contador, con il nostro Squalo che marcava la ruota del britannico. Tutto questo mentre i chilometri erano pochi per arrivare a Sierra de la Pandera e ci provava Chivas, ma il colombiano che ha superato un arrembante Bardet poi s’è dovuto arrendere, staccato all’arrivo di 57”. In quel fazzoletto di metri, 1500 per l’esattezza, Maja aveva 30” di vantaggio da amministrare, dietro Contador e gli altri premevano ma lui ha retto lasciandosi i rivali alle spalle, rivali che contavano piazzamenti e secondi.  Ha guadagnato Nibali, hanno perso gli altri, Contador settimo a 37” e Aru decimo. E’ stato un finale avvincente, un tira e molla tra i fuggitivi e il gruppo maglia rossa negli ultimi 20 chilometri, ma soprattutto dopo, quando la strada andava su e la fatica si faceva sentire. Servivano muscoli e testa per reggere e prendersi la corsa. Il distacco, 6 poi 5 poi 4 e infine 2 minuti, laggiù o meglio lassù quando gli uomini della Quick Step facevano l’andatura prima della discesa, si è assottigliato sempre più. Davide Villella ha conquistato sul Puerto Locubin il secondo GPM di giornata mentre si accendevano i fuochi.
 
LA GIORNATA ALLA VUELTA
La Vuelta oggi è ripartita dalla vittoria di Matteo Trentin, il suo splendido tris sul traguardo di Tomares, ieri, quando ha battuto in volata, alla fine della tappa, la tredicesima, il corregionale Gianni Moscon. In gara sono rimasti in 171: oggi non è partito Axel Domont e nella seconda ora di corsa ha abbandonato Oomen. La tappa odierna, la Écija-Sierra de la Pandera di 175 chilometri, tappa con tre PGM, con l’ultimo di 12 chilometri di salita al traguardo con una pendenza media del 7,3% (e un tratto al 13%), ha visto assai presto la fuga di giornata. Diciannove chilometri e una decina di corridori hanno cercato il largo. Tra questi anche Davide Villella della Cannondale. Gli altri sono stati il suo compagno Clarke, Majaka e Konrdad della Bora Hansgrohe, Rui Costa (UAE Emiratrs), Denifl (Acqua Blue Sport), De Clerq (Lotto Soudal), Maté (Cofidis), Villella (Manzana) e Gougeard (Ag2r). Quest’ultimo è transitato per primo sul primo GPM, il Puerto El Mojon. Il primo cambiamento in testa alla classifica si è avuto a 73 chilometri dall’arrivo. Davanti sono entrati gli uomini della Trek, dell’Astana e della Bahrain Merida. Obiettivo, aumentare il ritmo che appariva assai modesto in una giornata calda, con 29 gradi. L’intento di questo attacco è stato quello di riprendere i fuggitivi che in quel momento navigavano con un buon vantaggio sceso, lì, a 6’03”.
 
L’ATTACCO DI CONTADOR E ARU
Voglia di attacco da parte dell’Astana e con loro Contador della Trek Segafredo e Aru, e importante avvicinamento alla testa poiché un altro mezzo minuto sui fuggitivi è stato presto guadagnato. Aru e Contador, che qui è alla sua ultima competizione della carriera, hanno mostrato la voglia di lasciare il segno, nella tappa e nella Vuelta tutta.
Dieci davanti, nove e poi ancora Rui Costa con loro rientrato dopo una foratura, cinque minuti più dietro, all’inseguimento, il gruppo con Aru e Contador. Pedalate poderose, distacco che piano piano diminuiva dal gruppo maglia rossa mentre davanti Simon Clarke ha cercato la prova di forza tentando di andarsene da solo. Ma il suo è stato un fuoco di paglia: è stato rapidamente ripreso mentre, con tre ore di corsa, la velocità era inferiore ai 40 orari (39,6 per l’esattezza).
 
IL FINALE
Dai dieci davanti si è staccato Gougeard. Il suo distacco è salito da 1’25” a quasi il doppio mentre a poco più di 4 minuti c’era il gruppo che era all’attacco, pronto a colpire sfruttando anche la salita a Puerto Locubin, 8 chilometri e mezzo al 4,8%. Era il momento delle decisioni, con poco più di 30 chilometri di gara. Ecco gli uomini di Zakarin a tirare il gruppo mentre davanti è stato Konrad ad allungare. Tutto questo mentre il gruppo era trainato dagli uomini della Katusha con quelli della Sky, il team di Froome, subito alle loro spalle e poi nelle posizioni di testa prima dell’epilogo e del gran finale.
 
LA TAPPA DI DOMANI
Domani, la tappa numero 15  è la Alcalá ls Real-Alto Hoya de la Mora di 129,4 chilometri. Arrivo in salita, a 2510 metri a Sierra Nevada. E’ una delle tappe più dure a faticose della Vuelta. Ultimo aggiornamento: 19:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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