Sofia Goggia, dalla paura di Cortina alla festa di Pechino: 23 giorni per compiere l'impresa

Dalla paura di Cortina alla festa di Pechino: i 23 giorni di Sofia
di Giacomo Rossetti
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Martedì 15 Febbraio 2022, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 06:25

Negli ultimi ventitré giorni Sofia Goggia ha vissuto tante vite. A Cortina, lo scorso 23 gennaio, era la vittima: quella terribile caduta, che aveva fatto tremare le vene ai polsi a tutta Italia, era parsa all’inizio una pietra tombale sulle speranze della campionessa bergamasca di provare a bissare l’oro olimpico di Pyeongchang 2018. Il referto, arrivato il giorno stesso, era stato crudele: distorsione del ginocchio sinistro con lesione parziale del legamento crociato (già operato nel 2013) e una piccola frattura al perone.

 

Sipario calato sui Cinque Cerchi? No di certo. Altri avrebbero abbandonato subito ogni speranza di andare in Cina, non Sofia: già 24 ore dopo l’incidente ampezzano un post su Instagram faceva intendere il suo stato d’animo. «Se questo è il piano che Dio ha riservato per me, non posso che spalancare le braccia, accoglierlo e accettarlo. E andare avanti». Giorno dopo giorno, i video di lei a lavorare duro in palestra per rinforzare il ginocchio ferito hanno scaldato i cuori dei fan. Ce la fa, non ce la fa. Il 5 febbraio, Sofia ha rimesso gli sci ai piedi, celebrando un recupero miracoloso con le note di ‘Brividi’, la canzone di Mahmood e Blanco che di lì a breve avrebbe vinto il Festival di Sanremo.

Il 6 febbraio è una grande data: «Si vola a Pechino, andiamo alle Olimpiadi!», dice l’azzurra, più felice che mai. Nel frattempo, le erano arrivati gli auguri di pronta guarigione dall’amica ed ex rivale Lindsey Vonn, una che di infortuni bestiali (e ritorni leggendari) se ne intende eccome. Il 10 febbraio, un annuncio che era nell’aria: Goggia rinuncia al Super-G, un rischio inutile, ormai ha deciso di puntare tutto sulla discesa libera, la sua specialità di cui è maestra. E poi arrivano le prove cronometrate. Le prima paure, i primi dubbi. Durano poco. Nell'ultima prova prima della gara Sofia segna il quarto tempo e sui social riesplodono il sorriso e l'ottimismo. Fino a oggi, 15 febbraio 2022, quando sciando con il cervello la più grande sciatrice italiana degli ultimi anni conquista un argento… di platino, già passato all’immortalità.

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