Golf, Us Open: storico quarto posto per Migliozzi: «Sapevo di poter arrivare nei migliori 10». Bene anche i Molinari

Golf, Us Open: storico quarto posto per Migliozzi: «Sapevo di poter arrivare nei migliori 10». Bene anche i Molinari
di Stefano Cazzetta
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Lunedì 21 Giugno 2021, 10:43 - Ultimo aggiornamento: 10:44

Una conferma e un annuncio. La conferma riguarda Jon Rahm, 26 anni, primo spagnolo a laurearsi campione Us Open di golf. La vittoria con -6 (69 70 72 67) lo riporta al numero uno del ranking mondiale, scalzando Dustin Johnson, e lo ripaga della grande amarezza del mese scorso, quando in testa con 6 colpi di vantaggio dopo 54 buche, è stato fermato al Memorial perché trovato positivo al test covid.

Questo di Torrey Pines, nei pressi di San Diego in California, è il suo campo: qui ha vinto la sua prima gara da professionista nel 2017, qui la proposta a sua moglie Kelley, che solo due mesi fa ha dato alla luce Kepa, il primo figlio della coppia. Rahm ha vinto perché è quello che più di tutti ha tenuto i nervi saldi, sbagliando pochissimo e giocando il golf giusto su un percorso insidioso e selettivo. I due birdie finali, con due putt magistrali, sono arrivati nel momento più importante, quando ogni colpo pesa cento volte di più. Tutti gli altri concorrenti, che pure si erano alternati alla testa della classifica, si sono via via liquefatti.

Clamoroso il tonfo del campione uscente Bryson DeChambeau, che dopo aver chiuso 2 colpi sotto il par le prime 9 buche si è attorcigliato in una serie di errori senza fine nelle seconde 9 (due bogey, un triplo, è un quadruplo bogey). Rory McIlroy (70 73 67 73) non ha saputo tenere il passo del terzo giro, così come i due co-leader Russel Hunley (67 70 71 76) e Mackenzie Hughes (73 67 68 77). Rimaneva a fronteggiarlo solo il più esperto Luois Oosthuizen, ma il sudafricano, dopo aver vinto l’Open Championship nel 2010, è riuscito a confermarsi solo come eterno secondo nei major, essendo questa la sesta volta. 

Migliozzi 4°, primo tra gli italiani

Jon Rahm incassa anche il suo assegno da 2 milioni e 250 mila dollari, ma non è il solo a festeggiare. L’altro grande protagonista parla italiano. Il suo è un annuncio chiaro e forte di quello che potrà essere il futuro. Guido Migliozzi, vicentino di 24 anni, alla sua prima esperienza in un major, ha chiuso al 4° posto, condividendo la posizione con due fuoriclasse come Brooks Koepka e Collin Morikawa. Il suo -2 totale, a soli 4 colpi dal vincitore, è stato il frutto di tre buoni giri (71 70 73) prima di dare spettacolo in quello finale, chiuso in 68, 3 colpi sotto il par.

Nel repertorio di Migliozzi c’è tutto quello che un talento deve avere: capacità tecniche, lunghezza adeguata, carattere forte e tanta, tantissima, voglia di arrivare. «Prima di salire sul tee dell’ultimo giro, sapevo di poter arrivare nei primi 10 ed è a quello che ho puntato». Impresa riuscitissima. Guido è così, non si pone limiti. E non può essere diversamente per il ragazzo dagli occhi di ghiaccio che è partito dal basso, ha già vinto due volte sul Tour Europeo e che in sole due settimane è passato dalla 192ma posizione nel ranking mondiale alla 72ma attuale.

La 50ma posizione, quella che garantisce la partecipazione a tutti i grandi tornei, è sempre più vicina. Ma intanto Migliozzi si è portato avanti: il quarto posto di Torrey Pines, oltre a rimpolpare il conto in banca con un assegno di 603.903 dollari (non si vive di sola gloria), gli garantisce la partecipazione al prossimo Us Open, al Master di Augusta 2022 e lo avvicina alla qualificazione di diritto alla prossima squadra di Ryder Cup, anche se c’è da giurare che il suo nome è già in evidenza sul taccuino del capitano Pedraig Harrington per le eventuali wild card. Nel frattempo c’è da sbrigare un’altra… piccola formalità, l’Olimpiade di Tokio. «Perché – come dice Migliozzi – in Italia se vinci un major di golf non ti conosce nessuno, se metti al collo un oro olimpico sei sulla bocca di tutti».

Bene anche i Molinari

C’è tanto da festeggiare, insomma, magari a ritmo di rock insieme con il grande amico Niall Horan, pop star degli One Direction che ne aveva subito intuito le potenzialità, ingaggiandolo nella sua agenzia Modest Golf Management. È estremamente positivo il bilancio dell’intera spedizione italiana. Mai 3 nostri giocatori avevano superato il taglio allo Us Open. In questa edizione è accaduto e ci ha detto con chiarezza che l’élite mondiale è il posto giusto per i fratelli Molinari. Francesco, in par col campo, ha chiuso al 13° posto (68 76 69 71) e può bilanciare i rimpianti per il brutto secondo giro con la conferma di essere ancora molto competitivo. Lui che è stato anche numero 5 del mondo, sta pian piano risalendo la china per mettersi alle spalle un brutto biennio segnato da tante delusioni tecniche e forti sofferenze fisiche. 

A 38 anni, il miglio golfista italiano della storia, ha ancora molto da dire. Edoardo, invece, è finalmente tornato a competere in un major e non ha tradito le aspettative. Ha ripreso a giocare bene, sta risolvendo i problemi con il putter (il suo punto debole) e sembra pronto a vivere una nuova giovinezza. Nell’ultimo giro è stato di una regolarità esemplare: un birdie, un bogey e tutti par. Ha chiuso il torneo in 35ma posizione, a +5 (70, 76, 72, 71). Come Migliozzi veniva dalle qualificazioni e anche lui non torna a mani vuote. Per lui, il premio più importante si chiama autostima.

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