Ginnaste vessate, Fiona May: «Tacciono per paura, bisogna fare piazza pulita»

Ginnaste vessate, Fiona May: «I ragazzi tacciono per paura, bisogna fare piazza pulita»
di Romolo Buffoni
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Giovedì 9 Luglio 2020, 08:41

«Mi dispiace leggere quello che è successo alle ginnaste inglesi, ma sono contenta che qualcuno abbia preso coraggio e denunciato. Bisogna fare piazza pulita». La pantera di Slough tira fuori gli artigli nel commentare il dramma delle ex atlete britanniche. Fiona May, nativa britannica e cittadina italiana dal 1994, è stata atleta e oggi è mamma di un'atleta che sta facendosi notare a livello nazionale ed internazionale nella stessa disciplina della mamma: il salto in lungo.

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Larissa che porta il cognome di papà Iapichino, ex astista, compirà 18 anni il prossimo 18 luglio e ha già portato a casa una medaglia d'oro dagli Europei under 20. Sarà lunga la strada per avvicinare il palmarès della madre (2 argenti olimpici più 2 ori un argento e un bronzo ai Mondiali).

MAMMA E FIGLIA
Mamma Fiona non ha paura che anche la figlia possa finire sotto le grinfie di allenatori senza scrupoli? «È molto difficile accorgersi se un figlio subisce abusi al campo di allenamento o in palestra. Non so se ha visto il film sulle ginnaste americane (Athlete A, ndr): più si sale di livello e di importanza delle competizioni più i genitori non ci sono perché non possono esserci. Se succedesse a Larissa? Io mi illudo di essere abbastanza intelligente da cogliere il suo cambiamento ma, ripeto, non è facile». Ed è inutile anche sperare che siano i figli a raccontare che qualcosa non va come nei sogni.

«Nei ragazzi c'è la paura: quali conseguenze avrò se non faccio quello che mi dicono?», ammette la May che offre il suo punto di vista sulla vicenda: «Io come mamma sono molto attenta, ma non invasiva, e cerco di capire chi è che allena mia figlia e devo dire che sono molto tranquilla. Ma l'atletica non è come la ginnastica. Senza voler generalizzare, ci sono metodi di allenamento importati dalla Russia e dalla Cina molto discutibili. Mi dispiace a ciò che è successo alle ragazze inglesi, ma sono anche contenta che si trovi il coraggio di denunciare e di portare alla luce certe situazioni per fare piazza pulita e far sì che le ragazze possano coltivare i loro sogni serenamente». Fiona May non ha mai vissuto né direttamente né indirettamente un incubo del genere. Ma ne conosce l'esistenza: «No, da atleta fortunatamente non ho mai avuto questi problemi o visto da vicino situazioni simili. Ripeto, l'atletica è diversa ma non è certo un mondo immune da metodi non consoni e pur senza averli visti con i miei occhi so che c'è qualcuno che esagera...».

NON SOLO DONNE
Dagli abusi sessuali a quelli psicologici, questi drammi sembrano abbattersi quasi esclusivamente sulle ragazze. Ma la May non la pensa così: «No, non è detto che sia vero. Non voglio criminalizzare il mondo della ginnastica ma la ragione probabilmente è che le problematiche legate al cibo sono tipiche della ginnastica artistica, sport praticato quasi esclusivamente da ragazze. Ma certe violenze le subiscono anche i maschi».

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