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Silvio Muccino accusa il fratello Gabriele: «Picchiava la moglie, per lui ho mentito al giudice»

Silvio Muccino
di Gloria Satta
3 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Aprile 2016, 08:14 - Ultimo aggiornamento: 19:59

«Mio fratello Gabriele è un uomo violento. Ma l'ho amato talmente che per difenderlo sono arrivato a giurare il falso in tribunale quando ha picchiato l'ex moglie Elena. Ma se Gabriele venisse a bussare alla mia porta, non gli aprirei: non sono un ipocrita». Dopo otto anni di accuse reciproche sui social, polemiche, querele, pettegolezzi, la verità di Silvio Muccino sul dissidio con il celebre fratello è approdata ieri in tv all'Arena di Massimo Giletti su RaiUno.
Silvio, attore e regista, 34 anni tra pochi giorni, gli occhi chiari fissi nella telecamera, è un fiume in piena e rilascia a Giletti, che lo incalza con professionalità e pacatezza, la prima e unica intervista sulla vicenda che da anni fa parlare il mondo del cinema. E somiglia a una seduta psicoanalitica («parlare ha per me una funzione catartica») il lungo racconto di Muccino jr. che parte da lontano, «dalla nostra famiglia idilliaca all'apparenza ma disgregata nella realtà» per approdare all'epilogo che lascia poche speranze alla riconciliazione.

UNA PASSIONE COMUNE
Fratelli coltelli. Pensare che avevano cominciato insieme, Gabriele e Muccino, maggiore di 15 anni, un percorso denso di successi: all'inizio c'erano stati i due film diretti dal primo e interpretati dal secondo, Come te nessuno mai e Ricordati di me, poi il rapporto tra i due si era rotto e Silvio si era allontanato dalla famiglia. Ed era stato Gabriele a denunciare pubblicamente la «scomparsa incomprensibile» del fratello, affermando che il giovane era stato «plagiato» dalla scrittrice sua amica e cosceneggiatrice Carla Vangelista. Detto fatto, Carla aveva querelato per diffamazione il regista che pochi giorni fa si era scusato per le «improprie esternazioni delle mie opinioni, nelle quali le attribuivo la responsabilità dell'allontanamento di Silvio da me e dalla mia famiglia...Ma la responsabilità è da cercare altrove».

L'ALLONTANAMENTO
Ieri Silvio ha ripercorso il suo antico malessere dovuto a «gravi episodi di cui non voglio parlare» e avvertito a suo dire anche da Gabriele: «Tant'è vero che fu lui stesso a spingermi ad allontanarmi dalla famiglia», ha raccontato a Giletti il giovane attore rievocando poi il fatto increscioso che lo spinse a mentire al giudice. «L'ex moglie violinista Elena mi aveva raccontato che mio fratello spesso veniva alle mani», ha dichiarato Silvio.
«Un'estate eravamo tutti in campagna e lui le sferrò uno schiaffo che le perforò un timpano: per recuperare in parte l'udito Elena dovette operarsi. Tra la verità e la difesa del clan, io decisi di scegliere la seconda opzione e negai in tribunale l'episodio, rendendo falsa testimonianza. Non me lo sono mai perdonato e nel 2013 ho chiesto perdono alla mia ex cognata».

 


NESSUNA REPLICA
Muccino jr. ha poi aggiunto: «Mio fratello mi ha screditato dal punto di vista umano» e ha rivelato di aver ricevuto anche una lettera dal padre che lo diffidava dal mettere in piazza i segreti della famiglia. «Non posso più permettere che la mia vita venga mossa dalle intimidazioni», ha dichiarato Silvio. Gabriele, invitato da Giletti a replicare al fratello, per ora non si è pronunciato. «Preferisco parlare di cinema», ha detto al Messaggero. Il seguito, se ci sarà, alle prossime puntate.


 

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