Ciotti, una vita tra Tevere e Mississipi, senza mai un compromesso con il mercato

Martedì 31 Dicembre 2013 di Marco Molendini
Roberto Ciotti nello studio di Messaggero Tv
​Se il blues Ť la musica del diavolo (la parola Ť la contrazione di due parole blue, ovvero triste, e devils, ovvero diavoli) il diavolo stavolta ci ha messo davvero lo zampino: Roberto Ciotti, grande specialista e legionario di quel vocabolario, se ne Ť andato nell'ultimo giorno dell'anno. Malato da tempo, romano, aveva solo 60 anni e da quaranta almeno aveva indossato il vestito del missionario, protagonista instancabile delle notti romane, dovunque ci fosse un po' di spazio per la musica amata, i club soprattutto, ma anche all'estero pronto a rispondere alle chiamate di un circuito di strumentisti legati alle radici blues come Brian Auger, Jerry Ricks, Lousiana Red, Matt guitar Murphy, Willie Littlefield e Jimmy Witherspoon. Gran specialista delle sei corde, ma senza far sfoggio di virtuosismo, cantante solido, Roberto √® sempre stato attento ad evitare ogni compromissione commerciale, tanto da diventare un raro esempio di instancabile reduce capace di sovrappore le anse del biondo Tevere alle ramificazioni del delta del Mississippi, con la curiosit√† di aggiungere alla sua ricetta altri sapori (funky e latini soprattutto)..



Nei primi anni Settanta a Roma non c'era molto da scegliere si si voleva fare musica e Ciotti approd√≤ nel mitico Folkstudio di Giancarlo Cesaroni mettendo insieme una band che si chiamava i Blue Morning (dove, fra gli altri, c'era il sassofonista Maurizio Giammarco, uno dei protagonisti del jazz romano). Il Folkstudio di Giancarlo Cesaroni, allora, era meta di tutti a cominciare dai cantautori e proprio Antonello Venditti fece da padrino producendo il primo album di Ciotti, pubblicato dalla It di Vincenzo Micocci, e Francesco De Gregori lo chiam√≤ per la session del suo album Alice non lo sa. Il cantautore con cui ha avuto per√≤ il rapporto pi√Ļ solido e la maggiore affinit√† √® sicuramernte Edoardo Bennato, altro seguace del verbo blues, con cui ha lavorato moltissimo e partecipato a svariati suoi album (in particolare La Torre di Babele e Burattino senza fili). Attivissimo, stimato dai colleghi, Ciotti ha inciso anche colonne sonore di film come Marrakesch express e Turn√© di Gabriele Salvatores. Nell'80 ebbe l'onore di aprire il concerto di Bob Marley a Milano e a Torino. Il suo ultimo album, Equilibrio precario, era uscito proprio quest'anno. Ulteriore e finale dimostrazione di fedelt√† viscerale al verbo del blues. Ultimo aggiornamento: 15:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA