La sorella di Rino Gaetano smentisce l'avvocato Mautone: «Mio fratello ucciso? Non credo a una parola»

Martedì 29 Ottobre 2013 di Alice Martinelli
Anna Gaetano

«Non credo a una parola di quello che dice l’avvocato Bruno Mautone, secondo me sono tutte invenzioni». Risponde convinta Anna Gaetano, la sorella di Rino. Parla, con un po’ di stanchezza nella voce, all’indomani dell’uscita del libro “Rino Gaetano - La tragica scomparsa di un eroe" che rispolvera l’ipotesi di omicidio dietro alla morte del cantautore italiano.

«Non credo che Rino sia stato ucciso, né tantomeno che volesse svelare qualcosa con le sue canzoni – dice la sorella, commentando la tesi del penalista – Quando scrisse ‘si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta’ Rino aveva solo 14 anni, era in collegio: non credo proprio che volesse far riferimento alla morte di Wilma Montesi, né che avesse tutta la malizia che questo signore vuole far credere». E aggiunge: «Se Mautone sa dei nomi li denunciasse alla Magistratura. È inutile che li scriva in un libro, suscita solo pubblicità. E basta».

Rino Gaetano avrebbe compiuto oggi 63 anni; morì quando ne aveva 30 in un incidente stradale sulla via Nomentana. La signora Anna ricorda bene quel periodo: «Rino era stanco perché registrava di notte il suo ultimo Long playing, quello che avrebbe dovuto incidere con Anna Oxa. E’ stato un colpo di sonno – sospira – nulla di più». Poi si allontana, tra i cespugli di rose del cimitero del Verano, per raggiungere i fans che arrivano con la chitarra sotto braccio e cantano le sue canzoni.

Tra di loro ci sono Simona e Chiara, studentesse della Sapienza e amiche del figlio di Anna. Vengono qui anche una volta al mese, lasciano un fiore davanti alla tomba e il loro messaggio su un piccolo quaderno giallo. «Oggi è il giorno del tuo compleanno – scrive Chiara – lo sarebbe di più se tu fossi ancora qui, buon compleanno Rì». Lei ha sentito parlare di questo libro, non sa cosa pensare sa solo che vuole ricordarlo così, col sorriso e un po’ di musica.

E poi c’è Maria Grazia, medico della Usl arrivata da San Benedetto del Tronto per omaggiare il cantautore. «Ho il tatuaggio di Rino disegnato sul braccio, ma in realtà ce l’ho anche sul cuore – sorride – ho letto tutti i libri di Rino e quelli che parlano di lui. Non so cosa pensare so solo che per noi è ancora vivo perché ci ha lasciato canzoni bellissime, ancora attuali anche a distanza di trent’anni».

Abbraccia Anna che ieri ha pulito tutto, ha poggiato sul tavolo, davanti alla tomba, la foto di Rino e un bel mazzo di rose: «Vorrei averlo qui, a quest’ora era nato da poco … alle 8 di questa mattina», va indietro nel tempo per un attimo la signora Anna. Poi torna alla realtà: «Spero tanto che tutto il vociferare di questo libro finisca appena possibile … perché mi dà un po’ fastidio, oggi ancora di più».

Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre, 17:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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