Esplosione a Sanremo, ma Gabriel Garko non rinuncia al Festival

Esplosione a Sanremo, ma Gabriel Garko non rinuncia al Festival
di Marco Molendini
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Lunedì 1 Febbraio 2016, 18:05 - Ultimo aggiornamento: 18:07

Scommettiamo? Gabriel Garko, nonostante la nottataccia di ieri, lo spavento, i dieci giorni di prognosi per il trauma e qualche graffio, all'Ariston ci sarà, a partire da martedì 9. Semmai dovrà riposarsi un po', trovare un'altra sistemazione, poi tornare alle prove assieme a Carlo Conti, Madalina Ghenea e Virginia Raffaele per recuperare il tempo perduto.

Il Festival a pochi giorni dal via non può certo rimettere mano al proprio organico. Tempo ce ne è. Certo che quello che è successo mette un po' di ansia in più su un Sanremo già segnato dalle paure che di questi tempi si affacciano su qualsiasi raduno di folla. Ma è anche vero che la macchina del Festival è decisamente vaccinata a fare i conti con la cronaca, dai tempi del suicidio di Luigi Tenco, da cui sono giusto passati 49 anni. Venti anni dopo, è il 1987, tocca a un commosso Pippo Baudo salire sul palco, nella serata finale del Festival, per dare la notizia della morte di Claudio Villa, in un ospedale di Padova. Nel 1995 Giuseppe Pagano, un operaio disoccupato, minaccia di buttarsi nel vuoto dalla balconata del teatro per protesta. È Baudo a farlo desistere. È forse il Festival del 2005 quello più drammatico. Il primo marzo, l'Ariston ammutolisce all'annuncio della morte inaspettata del popolare giornalista e conduttore tv Alberto Castagna.

Uno strascico di polemiche accompagna la commozione del pubblico, che gli dedica una standing ovation: la notizia, infatti, non viene data in maniera tempestiva. Solo tre giorni dopo, aprendo la serata, Bonolis deve ancora fare i conti con una notizia luttuosa: la morte del funzionario del Sismi Nicola Calipari in Iraq, durante la liberazione dell'inviata del Manifesto Giuliana Sgrena, in Iraq. Nel 2012, invece, il Festival ha un sapore amaro per la morte di Whitney Houston alla vigilia della prima serata e per quella di Lucio Dalla, solo pochi giorni dopo la sua conclusione. L'anno successivo, commozione per la morte improvvisa di Alessio Gatti, figlio ventiduenne di Franco, uno dei componenti dei Ricchi e Poveri, che annullarono la loro presenza come ospiti all'Ariston. Anche Fabio Fazio, nel 2014, fu interrotto dalla protesta di due disoccupati arrivati dalla Terra dei Fuochi, che saliti su una struttura del teatro minacciarono di buttarsi giù per manifestare contro la difficile situazione del lavoro in Campania.

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