Duran Duran, il grande ritorno con il singolo "Invisible". La mitica band inglese dagli '80 tra pause e riprese

I Duran Duran escono col nuovo singolo "Invisible"
di Leonardo Jattarelli
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 15:47 - Ultimo aggiornamento: 16:37

L'ANNUNCIO

“Cosa resterà di questi anni ‘80?” cantava Raf. Ecco, oggi potremmo dare almeno una risposta certa. I Duran Duran di Simon Le Bon. E sì perché a distanza di 40 anni dai loro grandi successi, la band new wave britannica torna con un nuovo singolo. Ed è una notizia non da poco. I Duran Duran pubblicano il loro nuovissimo Invisible, accompagnato da un innovativo video musicale che uscirà oggi alle 16. Il singolo è il primo estratto dal loro quindicesimo album in studio che si intitolerà Future past e che uscirà in tutto il mondo il 22 ottobre 2021 per Tape modern/Bmg. Future past vanta stimati produttori tra i quali Erol Alkan, Giorgio Moroder e Mark Ronson, ed ospiti speciali come il chitarrista del Blur Graham Coxon, l’ex pianista di Bowie Mike Garson e Lykke Li alla voce.

Altri entusiasmanti ospiti saranno annunciati più avanti. Il primo singolo estratto dal nuovo lavoro, in uscita oggi sulle piattaforme digitali e venerdì nelle radio, Invisible ed è stato prodotto da Erol Alkan e dai Duran Duran, e mixato da Mark Spikè Stent. Il video musicale, che verrà pubblicato oggi alle 16 è stato creato da un’ A.I. (Intelligenza Artificiale) chiamata Huxley ed esce prima dell’esibizione televisiva ai Billboard Music Awards 2021, un’esclusiva mondiale che verrà trasmessa in diretta da Londra domenica 23 maggio sulla NBC in Nord America. Parlando del singolo dalla sua casa di Londra, il co-fondatore e tastierista, Nick Rhodes ha dichiarato: «L’architettura sonora è sempre stata incredibilmente importante per i Duran Duran. Penso che con Invisible siamo davvero riusciti a scolpire la scultura come volevamo. Dal punto di vista sonoro, è un brano musicale molto insolito. L’unione di tutti gli strumenti penso crei un suono globale che forse non avete mai sentito prima». 

 Il video di Invisible è la prima collaborazione, nel suo genere, tra artisti in diversi piani di esistenza. Huxley è un A.I. (Intelligenza artificiale) la cui “mente” è stata progettata in base a quello che sappiamo del funzionamento dei processi cognitivi ed emotivi degli esseri umani. Huxley è un sognatore unico e, con la sua mente A.I. , crea e sogna proprio come noi, utilizzando una tecnica consolidata chiamata "active inference" (inferenza attiva), originariamente creata da Karl Friston (uno dei neuroscienziati più influenti della storia). «Con questo video» dice la band «siamo in grado di esplorare i complessi paesaggi onirici che ha immaginato partendo dai testi e dal tono emotivo della canzone. Huxley prende i concetti che sono radicati nel linguaggio umano e nel simbolismo iconico e li traduce in immagini provocatorie e audaci che spingono i confini dell’immaginazione per creare una nuova forma di discorso visivo». 


I membri della band hanno collaborato con l’artista giapponese Daisuke Yokota, di cui ammiravano da tempo la fotografia, sia per la copertina del singolo Invisible sia per quella dell’album. Rhodes ha incontrato Yokota per la prima volta nel 2019 quando era in Giappone a realizzare un documentario sulla fotografia del dopoguerra. Parlando del loro prossimo album e nuovo singolo, Simon Le Bon rivela anche: «Quando siamo entrati in studio per la prima volta alla fine del 2018, stavo cercando di convincere i ragazzi che tutto ciò che dovevamo fare era scrivere due o tre tracce per un EP. Quattro giorni dopo, con il nucleo di 25 canzoni forti, che meritavano tutte di essere sviluppate, ho capito che il lavoro sarebbe stato più lungo, ma questo era prima di Covid. Quindi eccoci nel 2021 con il nostro quindicesimo album in studio, Future past. Iniziamo con la canzone Invisible, che è cominciata come una storia su una relazione unilaterale ma è diventata qualcosa di molto più grande, perché una folla senza voce non si sta tirando indietro. La traccia ritmica di John e Roger - continua il leader della band - è sontuosa; le melodie di Nick si contorcono e si librano; La chitarra di Graham è un coltello. Sembra esattamente perfetto per uscire adesso». 


Rinomati nel corso della loro impressionante carriera di 40 anni per i loro sforzi pionieristici sia nella musica che nelle nuove tecnologie, i Duran Duran continuano la loro tendenza, questa volta con una collaborazione speciale con 360 Reality Audio, una nuova esperienza musicale coinvolgente che utilizza le tecnologie del suono spaziale di Sony. Come annunciato oggi, i Duran Duran e 360 Reality Audio di Sony hanno stretto una speciale collaborazione creativa, e prima nel suo genere, per fornire ai fan un modo completamente nuovo e coinvolgente di ascoltare le loro canzoni. 

LA BAND
Il gruppo viene fondato nel 1978 da John Taylor (chitarra), Nick Rhodes (sintetizzatore) e Stephen Duffy (voce e basso), compagni di scuola appassionati di artisti glam e synth pop del periodo quali Roxy Music, David Bowie e Ultravox. Il nome del gruppo, suggerito da Taylor, si ispira a quello di Durand Durand, antagonista del film Barbarella. La prima esibizione pubblica avviene il 5 aprile 1979, cantando canzoni ispirate a Hemingway, Kerouac e Fitzgerald. Per la seconda esibizione si aggregherà anche Simon Colley su clarinetto e basso. Dopo il terzo concerto, sia Duffy che Colley lasciano il gruppo e Taylor passò definitivamente dalla chitarra al basso. Con l’arrivo di Roger Taylor e del cantante Andy Wickett scrissero e registrarono alcuni pezzi tra cui la primitiva versione di Girls on film di To the shore e di See me repeat me che poi diventerà Rio. Queste canzoni verranno pubblicate dopo 40 anni da Andy Wickett nel 2019. Nel frattempo, si alternarono altri musicisti nell’organico prima dell’arrivo del chitarrista Andy Taylor e di Simon Le Bon.
Dopo un paio di demo prodotti da Bob Lamb degli UB40 e svariati concerti tra i locali di Birmingham e Londra, il gruppo attirò l’attenzione delle case discografiche fra cui la EMI, la prima da cui vennero scritturati. Sin dall’inizio della loro carriera, i Duran Duran iniziarono a collaborare con stilisti quali Perry Haines, Kahn & Bell e Anthony Price, in grado di dare al gruppo un’immagine raffinata ed elegante che recuperava i canoni dei complessi neo romantici dell’epoca. Questa attenzione per l’estetica interessò numerose riviste giovanili e musicali britanniche e americane che iniziarono a ritrarre i loro look puliti e aggressivi allo stesso tempo.

LA PAUSA
Nel 1985 i Duran Duran decisero di prendersi una pausa. John e Andy Taylor fondarono con Robert Palmer e Tony Thompson i Power Station. Il periodo di gestazione dell’album The Power Station fu caratterizzato da uno stile di vita votato agli eccessi, con John Taylor profondamente dipendente dalla cocaina; anche la realizzazione dell’album rifletteva questo stile, in quanto l’intera operazione venne a costare un’immensa quantità di denaro dovuta ai capricci dei membri del gruppo. Nello stesso periodo Le Bon e Rhodes formarono gli Arcadia, assieme a Roger Taylor, meno commerciali e più raffinati dei Duran Duran. Il loro album So red the rose venne registrato principalmente a Parigi con grandi costi per la sua realizzazione. La stampa inglese mise sempre più in cattiva luce lo stile di vita dei cinque. Nonostante ciò, sia i Power Station che gli Arcadia produssero alcuni brani di successo.
I Duran Duran si riunirono momentaneamente per contribuire alla colonna sonora del film di James Bond Agente 007 - Bersaglio mobile, A View To A Kill. Rimane tuttora l’unico brano tratto dalle colonne sonore della serie di 007 a essere diventato numero uno nelle classifiche statunitensi; il singolo divenne una mega hit mondiale e arrivò alla numero due nelle classifiche inglesi. Per il brano fu girato un video in stile spionistico ambientato sulla Tour Eiffel. Le Bon conclude il video parafrasando una delle frasi della famosa spia: «Bon, Simon Le Bon» (“The name’s Bond, James Bond”).

IL RITORNO
Nel 2001 i cinque membri originali della band decisero di tornare insieme, dopo quindici anni di separazione. La conferma ufficiale di tutto avvenne nel maggio del 2001, dove Cuccurullo annunciava il suo addio ai Duran Duran alla fine del Global Pop Trash Tour per tornare con la sua vecchia band, i Missing Persons, e che John, Roger e Andy Taylor, rientravano a fare parte della formazione.
I riuniti Duran Duran cominciarono di nuovo a provare insieme finendo con l’affittare una casa a Saint-Tropez per lavorare a del nuovo materiale, e avvalendosi dell’apporto di Nile Rodgers. Nick Rhodes ritrovò il cofondatore del gruppo Stephen Duffy per formare i The Devils e pubblicare Dark Circles, album di materiale basato sulle prime registrazioni del gruppo nel 1978, e ritrovate per caso dallo stesso Duffy. Poi Rhodes, Le Bon e Rodgers contribuiscono al disco dei Dandy Warhols, e John Taylor collabora con James Angell. Annunciarono anche il loro ritorno a esibirsi dal vivo.
Nel luglio del 2003 iniziarono un breve tour per festeggiare il loro venticinquesimo anniversario, in Giappone, in California e in Nevada. Anche il Roxy Theatre a Los Angeles e il The Ritz a New York, li vide protagonisti per alcuni concerti. L’ultimo lp registrato in studio è 2015 è Paper Gods.

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