Raffaella Carrà, la camera ardente: un addio lungo tre giorni. Domani i funerali all'Ara Coeli

La camera ardente per Raffaella Carrà scomparsa a Roma il 5 luglio scorso
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Giovedì 8 Luglio 2021, 16:47 - Ultimo aggiornamento: 9 Luglio, 00:53

Un addio lungo tre giorni quello a Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio scorso a 78 anni a Roma. Una scomparsa accolta da commozione in Italia e all’estero, testimoniata da un fiume di articoli, ritratti, omaggi e ricordi. Un legame profondissimo con il pubblico riflesso anche dal programma ufficiale delle sue esequie: ieri, mercoledì 7 luglio il corteo funebre che ha preso il via alle 16.00 dalla sua abitazione a Roma nord, facendo tappa in quei luoghi simbolo della Rai, dove è stata tante volte protagonista: l’Auditorium del Foro Italico (largo Lauro de Bosis), la sede Rai di di Via Teulada 66, il Teatro delle Vittorie, la sede Rai di Viale Mazzini 14 fino all’arrivo in Campidoglio (Sala Protomoteca). Qui l’apertura della camera ardente alle ore 18.00 in presenza della sindaca di Roma, Virginia Raggi, che si è protratta fino a mezzanotte, per poi proseguire oggi dalle ore 08.00 alle 12.00 e poi dalle ore 18.00 a mezzanotte.

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La funzione funebre si terrà invece Venerdì 9 alle 12 presso la chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, sempre su Piazza del Campidoglio. Per lo stesso giorno e ora, Sergio Iapino, a lungo compagno, amico e collaboratore di Raffaella Carrà, ha chiesto a tutti i suoi fan, in Italia, nel mondo, nelle chiese dei piccoli paesini come in quelle delle grandi città, di darsi appuntamento, per offrire tutti insieme l’ultimo saluto virtuale a Raffaella.

I vip in visita alla camera ardente

Non ha trattenuto le lacrime Vladimir Luxuria, arrivata ieri a rendere omaggio a Raffaella Carrà alla camera ardente allestita in Campidoglio. «Lei era un simbolo di libertà in una società sessuofoba - ha detto fermandosi brevemente con i giornalisti -.La sua è stata una rivoluzione con il sorriso». 
Raffaella Carrà «è stata spesso vicino a noi e alle famiglie arcobaleno» ha aggiunto. Oggi il ddl Zan andrebbe portato avanti in suo nome? «Lei è stata la colonna sonora di tutti i nostri pride, si è sempre battuta contro le discriminazioni ma in questo momento non mi sento di tirarla per la giacchetta in una discussione su cui non si era espressa. Lei però è sempre stata contro la violenza e per il rispetto». Sono arrivati insieme Pippo Baudo e Renzo Arbore, alla Camera ardente in Campidoglio. 

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Con loro c’è anche Pupo arrivato pochi istanti prima. Arbore e Baudo in giacca scura dopo aver reso omaggio al feretro, commossi, si sono fermati con Sergio Japino e gli altri famigliari. «Nessuno di noi pensava che Raffaella fosse ammalata, ha dato un’enorme prova di forza e coraggio anche in questo. Abbiamo avuto una grande artista che ci ha invidiato tutto il mondo» ha detto Baudo fermandosi brevemente con i giornalisti. «Ho ritrovato su YouTube il filmato del debutto di Raffaella in un mio programma nel 1969 - aggiunge Arbore -. Era una ragazzina, senza trucco e già dimostrava tutta la sua umanità, modestia e capacità di parlare con i giovani. Già allora si poteva intuire che sarebbe diventata una diva internazionale». Alla Camera Ardente è arrivata anche Maria De Filippi. Pantaloni neri, camicia bianca e mascherina rossa la conduttrice è andata nella sala della Protomoteca da un ingresso laterale. Accompagnata da Sergio Japino, insieme a lui si è fermata in raccoglimento per qualche minuto davanti al feretro e poi è restata per un pò anche insieme agli altri parenti, prima di andare via. 

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I messaggi d'affetto via web

Alla valanga, che continua, di messaggi di affetto via web, si aggiungono le richieste da tanti fan, amici e ammiratori, famosi e non, per omaggi che lascino una traccia: da Laura Pausini, che sui social chiede di dedicarle una giornata di lutto nazionale, alla richiesta di intitolarle l’Auditorium Rai del Foro Italico, arrivata sia da Milly Carlucci sia da Giulio Rapetti (Mogol) che in veste di presidente Siae ha scritto a questo proposito al Presidente Marcello Luigi Foa, all’Ad Fabrizio Salini e al Cda della Rai. Intanto i saluti per Raffaella Carrà continuano nelle maniere più originali: fra gli altri, sulla spiaggia di uno stabilimento balneare di Marina di Pietrasanta (Lucca), in Versilia è stata tracciata a caratteri cubitali la scritta “Ciao Raffaella”; in Argentina è diventato virale (ha già oltre mezzo milione di visualizzazioni) un video, rilanciato dal presentatore televisivo e radiofonico Javi Fernandez, in cui sono riprese persone comuni che ballano e cantano al ritmo di “Fiesta”. 
Non sono mancati inoltre gli omaggi floreali (consegnati spesso al portiere) lasciati davanti al comprensorio dove abitava da oltre 40 anni la conduttrice: da Paola Saluzzi che porta un grande girasole, a due fans quarantenni con un bouquet di rose e fiorellini gialli: «Era il colore che amava -spiegano -. Siamo rimasti sconvolti alla notizia, ci ha accompagnato per tutta la vita con i suoi programmi». Arriva anche Massimo Lopez: «Mi dispiace tantissimo proprio perché i ricordi sono tanti. Abbiamo avuto con lei dei bei trascorsi, come Trio è stata la prima ad ospitarci in una trasmissione televisiva. Ricordo la sua eleganza, la sua classe, l’amicizia, la disponibilità, la gentilezza, mi manca tantissimo - spiega l’attore -. Mancherà un grande punto di riferimento, è un altro modello importante che se ne va. Mancherà a tutti, ai piccoli e grandi alle persone più anziane, a tutto il suo pubblico che l’ha tanto amata». Per Adolfo, il giornalaio di Piazza Giochi Delfici, che da decenni aveva la conduttrice come cliente («qui alcuni di noi sapevano che stesse male»), «Raffaella Carrà è per la tv quello che Mina è per la musica o Alberto Sordi per il cinema - spiega -. Era poi una persona molto gentile, mancherà a tutti». Domani, venerdì 9, come detto, alle ore 12 si terrà la funzione funebre presso la chiesa di Santa Maria in Ara Coeli, su Piazza del Campidoglio. E consentito l’accesso a cittadini, stampa e tv nel rispetto delle norme anti-Covid.

 

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