Massimo Ranieri compie 70 anni, da "Rose rosse" al grande teatro: un sognatore con i piedi per terra

Massimo Ranieri
di Leonardo Jattarelli
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Lunedì 3 Maggio 2021, 16:13

«Napoli è tutto, mi ha insegnato a rinascere...Vivevo al Pannoletto di Santa Lucia 41 al quinto piano di un palazzo proprio nel cuore di un borgo che era la casa dei pescatori e dei contrabbandieri di sigarette americane e a quel tempo, da giovanissimo, non conoscevo ancora tutte le canzoni della tradizione…». Massimo Ranieri, l’eterno scugnizzo che non si è mai fermato, tra canto, ballo, teatro, cinema, oggi compie 70 anni. La faccia scavata ricorda quella delle antiche maschere dei pulcinella napoletani, riporta alla mente gli zigomi scolpiti di Eduardo, che per Ranieri è stato ed è il maestro in assoluto. Non si fermava mai, neanche da bambino, ed è un ricordo d’infanzia quello che lo ha segnato da sempre e che recentemente ha voluto riportare alla luce: «Da bambino mi buttarono in acqua e rimasi traumatizzato. Fino ai miei 40 anni non ho imparato a nuotare. Mi sbloccai insegnando la tecnica per fare il tuffo con il salto mortale per entrare in piscina a mio nipote Nico» dice. 

IL VERO NOME - All’anagrafe Giovanni Calone, quinto di una famiglia di otto figli, cresciuti tutti stipati in un’unica stanza, Ranieri incide il suo primo disco con lo pseudonimo di Gianni Rock; lato a e lato b, “In bocca due occhi e un nome” e “Preghiera”  che lo portarono fino a New York come “spalla” di Sergio Bruni, uno dei re della melodia partenopea nel mondo. Da lì, una continua ascesa, da Scala Reale, al Cantagiro con Pietà per chi ti ama, i primi Festival di Sanremo, il successo di Rose rosse del 1969. E ancora da Canzonissima con Se bruciasse la città al secondo posto e poi sul podio più alto nel 1970 con Vent’annì e nel 1972 con Erba di casa mia, all’Eurofestival; fino al ritorno vincente a Sanremo nel 1988 con Perdere l’amore. 


Una volta ha ricordato: «Iniziai a cantare le canzoni napoletane grazie a ad Anna Magnani, nel mio repertorio conoscevo le più famose come “Torna a Surriento” e “O sole mio“, lei invece canticchiando “Regina Reginella” durante le riprese del film “La sciantosa” mi ha fatto incuriosire e mi ha aperto un nuovo orizzonte…Era stupita che un napoletano doc come me non la conoscesse…Spesso andavo al Politeama al Festival di Napoli per ascoltare le canzoni dei grandi divi e per imparare dalla loro esperienza».

MUSICISTA, CANTANTE, ATTORE - Ma Massimo Ranieri alla carriera di musicista e cantante ha sempre unito quella di attore, in teatro, al cinema e in tv. Sale sul palcoscenico con L’anima buona di Sezuan diretto da Giorgio Strehler, Pulcinella e Liolà per la regia di Maurizio Scaparro e al Sistina con la commedia musicale ‘Rinaldo in campò targata Garinei & Giovannini nel ruolo che fu di Domenico Modugno e poi il musical Barnum rivelando grandi doti da acrobata e ancora Poveri ma belli e Canto perché non so nuotare. Riguardo al suo più importante incontro teatrale, quello con Strehler, dice: «Lui non aveva dubbi, quando mi incontrò mi disse senza esitare che sarei stato perfetto per interpretare alcuni ruoli teatrali, ma il mio esordio non fu facile… Provenendo dalla canzone non era semplice riuscire a conquistare una credibilità artistica…mi ci dovetti impegnare molto. Poi arrivò l’Eliseo, la Compagnia dei giovani».


In cinema ricordiamo il Metello di Mauro Bolognini e Salvo D’Acquisto con Enrico Maria Salerno, solo per ricordare due film. Sulla Rai ripropone le commedie di Eduardo De Filippo: Filumena Marturano, Napoli milionaria, Questi fantasmi, Sabato domenica e lunedì. E conduce in tv il programma Sogno e son desto. 
Quest’anno di pandemia l’ha raccontato recentemente con una certa dose di pazienza e di isolamento che però non l’ha mai fatto ripiegare su se stesso. E parla di tecnologia: «Comincio ad avere anch’io un buon rapporto con la tecnologia, complice anche il momento che stiamo vivendo. Ormai abbiamo capito che non si può davvero più far a meno della rete nel nostro quotidiano - afferma- In questo periodo di crisi generale ben vengano questi nuovi sistemi distributivi della musica. Dobbiamo abituarci a fruire l’arte anche da questo punto di vista. Per quanto riguarda la musica sono convinto che se un brano è bello diciamo che ha le gambe lunghe per arrivare al pubblico. E prima o poi arriva».

Quanto al suo essere eterno sognatore, come si addice ai veri artisti, Ranieri precisa: «Mah si sono d’accordo con Arthur Schopenahauer, i sogni sono un momento di breve follia e va bene viverli. Però bisogna sempre stare attenti e riuscire a mantenere i piedi saldi a terra».

GLI AUGURI DAL MONDO DELLO SPETTACOLO - Tanti gli auguiri per lui arrivati da tutto il mondo dello Spettacolo e non solo. Tra questi, quelli di Al Bano: «Con  Massimo abbiamo lavorato spesso insieme, abbiamo fatto parecchi duetti, siamo amici; anzi: Amici con la A maiuscola. Con lui e con Gianni Morandi formavamo il trio dei cantanti di successo degli anni Sessanta, ci dividevamo i trionfi e le classifiche dei dischi, tutti e tre figli del proletariato, tutti e tre molto attaccati alle nostre radici». E continua: «Sarebbe davvero stupendo fare un tour noi tre insieme; io, Massimo e Gianni ‘spaccheremmò tutto con le nostre voci e con le nostre storie, sono sicuro che sarebbe uno show da record. Non vedo l’ora, perché sono certo che faremmo un ‘bottò enorme!». 
Buon compleanno su Facebook anche dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: «Tanti auguri a Massimo Ranieri per i suoi magnifici 70 anni. Un abbraccio affettuoso ad un artista poliedrico che rappresenta al meglio la geniale creatività di Napoli, della sua cultura ed umanità. Cantante, attore, regista, one man show, Massimo Ranieri continua a sorprenderci ogni volta con la sua coinvolgente energia. Gli auguriamo di continuare ad emozionarci con la sua arte meravigliosa che nasce sincera dal cuore».

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