PhEST, a Monopoli il festival di fotografia e arte dedicato alla Terra

Lunedì 24 Agosto 2020
PhEST, a Monopoli il festival di fotografia e arte dedicato alla Terra
Tornata ad inizio agosto, proseguirà fino all'1 novembre. È PhEST, la quinta edizione del festival internazionale di fotografia e arte che è ormai uno degli appuntamenti fissi e più importanti del Comune di Monopoli e della Regione Puglia. Un’edizione contraddistinta per aver assicurato la fruizione delle mostre completamente sicura e gratuita per tutti, attraverso la scelta di location tutte all’esterno per un appuntamento dedicato quest'anno alla Terra: nel senso di pianeta, ma anche di mondo contadino e «riscoperta del suo valore, per aiutarci a ritrovare l’essenza delle cose e il contatto con la terra per ripartire da essa».

L'appuntamento

«La fotografia che per definizione intrappola e mostra porzioni esatte di mondo, forse può essere il mezzo ideale per mettere insieme i piccoli frammenti che emergono dagli iperoggetti e aiutarci a cogliere realtà complesse che riguardano il nostro pianeta. Realtà e fenomeni che non smettono di produrre risultati quando sono fuori dal nostro arco visivo o dal nostro spettro percettivo. Producono e produrranno effetti anzi per centinaia, migliaia di anni - spiega il direttore artistico di PhEST, Giovanni Troilo -. Quello che abbiamo inteso fare per questa edizione, in un momento in cui spostarsi è più complicato, è un viaggio per immagini alla scoperta del pianeta, dal micro al macro, dagli insetti al microscopio laser di Igor Siwanowicz ai quadri apparentemente astratti che vengono catturati dai satelliti di Google Earth, per invitarci a riflettere sulla complessità di questo nostro mondo, di quanto sia tutto connesso. Per farci scoprire di essere qui, di appartenere a un luogo, ma di essere irrimediabilmente un po’ anche altrove».
 

Il programma

Fino al 1° novembre ci saranno 24 lavori in mostra che tutti i visitatori potranno guardare passeggiando per il centro storico di Monopoli, o tuffandosi nelle acque cristalline del suo mare. Già, tuffandosi. Perché una delle mostre che PhEST porterà quest’anno sarà una mostra in mare, subacquea, visitabile esclusivamente nuotando con maschera e occhialini, e volendo anche le pinne. Allestita sott’acqua con dei grandi pannelli davanti alla spiaggia di Cala Porta Vecchia con la collaborazione di National Geographic, l’installazione See the sea you usually don’t see mostrerà i pesci notturni e il loro ambiente sottomarino con fotografie di David Doubilet and Jennifer Hayes. Anche quest’anno il Festival ha ricevuto il sostegno e il patrocinio di numerosi soggetti istituzionali a partire dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia nell’ambito del FESR - FSE 2014/2020 e di Teatro Pubblico Pugliese e PugliaPromozione tra le azioni realizzate d’intesa e finalizzate alla valorizzazione, promozione e comunicazione della Puglia come destinazione turistica e culturale. E ancora di Piiil Cultura - Piano strategico della Cultura della Regione Puglia, del Comune di Monopoli e il patrocinio dell’Apulia Film Commission, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale e del Politecnico di Bari. 

PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo. Nasce dalla necessità di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, e ridefinire un immaginario proprio e nuovo. L’area geografica di interesse, mai davvero restrittiva e sempre pronta a modificarsi, a estendersi, a focalizzarsi, coincide con la naturale panoramica di quello sguardo da qui, da Monopoli, dalla Puglia: il Mediterraneo, i Balcani, il Medio Oriente, l'Africa e oltre.

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