Riemerge il segreto di Cosimo de' Medici: sua madre soffriva di sifilide

Martedì 2 Giugno 2020 di Carla Massi
Il segreto è stato conservato per cinque secoli. Maria Salviati (1499-1543) moglie di Giovanni dalle Bande Nere  (1498-1526) e madre di Cosimo I de' Medici soffriva di una grave forma di sifilide. Ma nessuno l'ha mai saputo. Una condizione tenuta nascosta all'interno del casato per timore che questo pregiudicasse l'ascesa dell'erede e il nome dell'intera famiglia. Proprio Cosimo fu costretto a proteggere la condizione della madre per tutelare il suo ruolo politico: stava gettando le basi del Granducato di Toscana e non poteva rischiare di far fallire l'impresa per la malattia materna. Lo svelamento può, dunque, far riscrivere, seppur in parte, la storia dei Medici.

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 scoprire lo stato di salute di Maria Salviati è stato un gruppo di ricercatori della divisione di Paleopatologia dell'università di Pisa. Nel 2012 l'équipe ha riesumato i resti di Giovanni dalle Bande Nere e della moglie  sepolti nelle Cappelle Medicee di San Lorenzo a Firenze. Lo studio sulle ossa ha rivelato delle profonde lesioni nella parte frontale del cranio. La diagnosi è una novità assoluta nella storia delle malattie del casato: dai documenti del tempo non risulta infatti che Maria soffrisse di sifilide. La patologia era ben conosciuta all'epoca ma che non le fu mai diagnosticata. Si sa, però, che la nobildonna rifuggiva le visite approfondite dei dottori. Maria probabilmente venne infettata dal marito che aveva una vita sessuale molto sregolata. Dopo la scoperta delle Americhe la sifilide comparve in Europa diventando una vera piaga sociale. Si ammalarono persone di tutti i ceti sociali.



«La scoperta della sifilide di Maria Salviati arricchisce la storia della famiglia Medici di un dato finora sconosciuto» spiega Valentina Giuffra, direttore della divisione di Paleopatologia dell’Università pisana. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista "EmergingInfectiousDiseases"  del Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta.  La ricerca, per il suo valore scientifico, ha guadagnato la copertina del periodico. Gli autori sono Antonio Fornaciari, Raffaele Gaeta, Simona Minozzi e Valentina Giuffra.«La scoperta della sifilide di Maria Salviati -  aggiunge Antonio Fornaciari primo autore del lavoro - permette di approfondire l’impatto sociale e culturale della sifilide sulla società rinascimentale. Una malattia che non era considerata con imbarazzo per gli uomini, era invece socialmente stigmatizzata per le donne e considerata sintomo di dissolutezza morale. La malattia di Maria Salviati, anche fosse stata diagnosticata, non poteva essere divulgata». © RIPRODUZIONE RISERVATA