Fotografia, a Roma la prima personale in Italia del polacco Michał Szlaga, sui cantieri navali di Danzica

Fotografia, a Roma la prima personale in Italia del polacco Michał Szlaga, sui cantieri navali di Danzica
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Martedì 4 Giugno 2019, 16:02

E' un ciclo di trentadue immagini, mai esposte in Italia, scattate tra il 2004 e il 2013 per documentare lo smantellamento degli storici Cantieri navali di Danzica. S'inaugura mercoledì 5 giugno alle 19 alla Galleria Interzone in via Macerata 46 Cantiere navale – Documenti di perdita, la prima personale in Italia del fotografo polacco di Danzica Michał Szlaga, allestita fino al 28 giugno nell'ambito di Corso Polonia 2019, il festival della cultura polacca organizzato dall’Istituto Polacco a Roma che fino al 16 giugno animerà la Capitale con eventi diffusi in diversi luoghi della città.

La mostra realizzata in collaborazione con l’Istituto Adam Mickiewicz raccoglie immagini toccanti, che Alicja Gzowska (docente presso l'Institute of Art History dell’Università di Varsavia), descrive così: «...edifici, sale, componenti infrastrutturali - ancora esistenti o già completamente distrutti - vengono catturati in uno stato di rovina, in un momento architettonico di transizione. Oggetti desolati con riquadri in frantumi trasformati in cumuli di macerie da strumenti sofisticati, diventano, insieme agli alberi sradicati, una rappresentazione spaziale della perdita, una forma fisica di tragedia. La documentazione testarda di Szlaga non è né una forma di ricordo dei Cantieri, né un modo per salutarli, ma si collega a un’iconografia transistorica di devastazione e catastrofe che si è sviluppata sin dalla scoperta delle rovine dell'antica Pompei».

Dal 2000 i lavori dell’artista quarantenne Michał Szlaga ruotano intorno al tema del cantiere navale di Danzica, percepito come la culla e il declino del movimento Solidarność, nonché l’esempio della prospera industria navale dell’epoca i cui resti meritano oggi di essere immortalati e ricordati in fotografia. Il cantiere di Michał Szlaga è un paesaggio architettonico post-industriale in continua evoluzione, pieno di persone e tracce di storia; paesaggio che l’artista documenta usando la fotografia e il video. Dopo il grande entusiasmo dei primi anni duemila, quando gli spazi del cantiere navale diventarono in parte luogo di produzione artistica che ospitava importanti istituzioni non profit - spesso creati dagli artisti stessi - Michał Szlaga insieme ad alcuni amici si trasferì in uno degli edifici del cantiere, la Kolonia Artystow, La Colonia degli artisti, ma purtroppo solo dopo qualche anno un progetto industriale che includeva il piano di demolizione della maggior parte degli edifici del cantiere navale ha fatto sì che gli investitori decidessero di abbattere le costruzioni.

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