Da Caravaggio a Raffaello, opere d'arte a “distanza ravvicinata” sulla piattaforma di Haltadefinizione

Sabato 2 Maggio 2020 di Francesca Nunberg
Veduta del Bacino di San Marco del Canaletto
Ci si può perdere nelle pieghe del turbante della Fornarina di Raffaello o “sorvolare” il Canal Grande dipinto da Canaletto come neanche un drone riesce a fare, scrutando i minimi particolari, fino alle ondine sull’acqua provocate dal remo del gondoliere. In tempi di distanziamento, una visione dell’arte molto ravvicinata è quella proposta da Haltadefinizione, azienda che ha digitalizzato capolavori di ogni epoca a una risoluzione talmente alta da visualizzare dettagli invisibili anche all’occhio umano. Dalle porosità della superficie di una scultura alle crepe sul pigmento di una tela. Ma soprattutto una ricchezza di dettagli tale da trasformare la visione in una “caccia al tesoro”. Le opere sono online e possono essere visualizzate gratuitamente, un gran bel passatempo in attesa della riapertura dei musei fissata (forse) per il 18 maggio. A spiegarci come funziona questa tecnica è Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione, nata nel 2005 e acquisita nel 2017 da Franco Cosimo Panini Editore, con base a Novara e a Modena.

Dunque come è possibile raggiungere questi iper ingrandimenti?
«Siamo stati la prima azienda al mondo a sviluppare quindici anni la digitalizzazione delle opere d’arte attraverso i gigapixel, e adesso ci stiamo evolvendo verso il 3D. Si tratta di una tecnologia fotografica: in pratica sezioniamo l’opera in tante piccole parti, come se fosse un mosaico, ad esempio abbiamo diviso la Fornarina in 150 parti, corrispondenti a 150 macrofotografie che poi vengono messe insieme con algoritmi generando un’unica immagine. A quel punto è possibile ingrandirla fino a vedere le singole pennellate o il cretto».

Ma le immagini saranno molto pesanti...

«Sì anche 500 gigabyte, ma abbiamo sviluppato in parallelo la tecnologia per mostrarle, quindi anche con una connessione internet di bassa o media qualità si riescono a vedere le opere ingrandite molto velocemente. Anche da migliaia di utenti in contemporanea, che rimangono a lungo sulla piattaforma. E abbiamo molti accessi anche dall'estero, il sito diventa subito virale, appena qualcuno lo scopre gli utenti si moltiplicano».

Quante ne avete nella vostra biblioteca online?
«Abbiamo una collezione di oltre 500 opere, tra cui Tiziano, Caravaggio, Botticelli, Leonardo, Beato Angelico, Raffaello e Bronzino, ma abbiamo fatto un accordo con il Mibact per aumentare il numero di immagini. A parte l’utilizzo domestico in questo periodo, questo strumento può essere utile per la didattica, dai licei alle accademie di belle arti e servire anche per la valorizzazione e promozione del patrimonio. Ad esempio la Pinacoteca di Brera di Milano recentemente ha aperto una sezione del proprio sito web per mettere a disposizione degli utenti i suoi capolavori fruibili da questo inedito punto di vista. Dallo Sposalizio della Vergine di Raffaello alla Cena di Emmaus di Caravaggio, da Il bacio di Hayez alla Pala di Montefeltro di Piero della Francesca».

E per quanto riguarda Roma?
«Abbiamo digitalizzato la Fornarina di Raffaello a Palazzo Barberini, abbiamo tutti i Caravaggio di San Luigi dei Francesi e alcune opere della Galleria Borghese. Ma basta andare sul sito, cercare Roma e appariranno tutte le opere».

La pagina più vista?
«Quella dell’Ultima Cena di Leonardo, che nel 2007 ha avuto fino a un milione di accessi in un giorno».
Dunque basta cliccare su www.haltadefinizione.com e la caccia al tesoro è aperta.


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