Molly's Game, che bel mestiere fare il biscazziere

Venerdì 20 Aprile 2018 di Maurizio Cabona
La biscazziera è figura rara nel cinema. Marlene Dietrich lo è in Rancho Notorious di Fritz Lang; Joan Crawford lo è in Johnny Guitar di Nicholas Ray. La biscazziera di questi western anni '50 è un'ex ragazza da saloon che, passata l'età, è ancora confortata dalla debolezza degli uomini. In Molly's Game di Aaron Sorkin, invece, a tenere banco è una ragazza attraente e colta, che potrebbe fare ben altro nella vita.

Oltre che campionessa di sci, il personaggio di Jessica Chastain, che esiste nella realtà e si chiama Molly Bloom in omaggio all'Ulisse di Joyce, disprezza il padre psicologo (Kevin Costner, giù di forma) per l'ipocrisia di marito adultero. Dopo che un infortunio le ha spezzato la carriera di sciatrice, nel 2003 Molly lascia l'ateneo e il Colorado senza laurearsi e diventa segretaria di un organizzatore di partite di poker a Los Angeles. Quando perde quel posto, sa ormai manipolare i maniaci del gioco. Divenuta tossicodipendente e ricchissima, conosce nei dettagli abilità e avidità al tavolo da gioco di divi come Tobey Maguire (Spiderman), che qui, come Player X, è interpretato da Michael Cera (era il ragazzo padre in Juno).

Non citati nel film neppure indirettamente, ma molto citati sui giornali dell'epoca e nel libro della reale Molly Bloom sono invece Leonardo Di Caprio, Ben Affleck e Matt Damon. Ricorderà lo spettatore che quest'ultimo, nel 1998, era bravo a poker nel film Il giocatore The Rounders di John Dahl, passato per il Festival di Berlino.

Mentre Player X e Molly diventano diversamente ricchi, quasi tutti gli altri personaggi del loro giro si rovinano e trascinano con loro familiari e clienti. Il crac in un fondo d'investimento porta la polizia federale sulle tracce di Molly Bloom, che finisce arrestata in modo spettacolare a New York (dove nel frattempo si è trasferita), per vari reati, inclusa la collusione con la mafia russa.

Ci sarebbe da chiudere la porta della cella alle spalle di Molly e buttar via la chiave. A quel punto però un bravo avvocato - Wasp nella realtà, non Wasp nel film (Idris Elba) - entra in scena. Chiede 250 mila dollari per difendere Molly. Lei dice di non averli più. Ma si sa: le brave ragazze vanno in paradiso, le altre vanno dappertutto. Ispirata dall'autobiografia della Bloom, la sceneggiatura parteggia per Molly, consapevole che al cinema andranno essenzialmente giocatori di poker e devoti/e della Chastain. Per nobilitare la prolissa confezione di questo film, quasi tutto girato in interni, la biscazziera cita passi del Crogiuolo di Arthur Miller (1953), dramma che, sotto metafora, si ispira all'epurazione dei comunisti di sotto Truman e Eisenhower. Col rifiuto della delazione la nostra avventuriera spiega l'omertà su altri pokeristi illustri, non denunciati - dice - «per etica professionale». Già, chi denuncerebbe oggi chi dovrà pagarti domani?


Molly's Game
Commedia, Usa, 140'
Voto: 2,5/5 Ultimo aggiornamento: 13:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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